Tassi elevati a lungo: abituarsi al nuovo regime di politica monetaria

27 giugno 2023
3 min read

In assenza di un rallentamento dei mercati del lavoro, un passo indietro delle autorità monetarie è improbabile. 

Le banche centrali delle economie sviluppate hanno attuato i rialzi dei tassi più rapidi e pronunciati della storia recente. Tuttavia, finché i mercati del lavoro non inizieranno a rallentare, è improbabile che le autorità monetarie tolgano il piede dal freno. Di conseguenza, gli istituti centrali potrebbero aumentare ancora i tassi o, cosa forse più importante, mantenerli su livelli elevati per un periodo prolungato.

Per capire perché, esaminiamo più attentamente il recente andamento dell'economia globale. Le turbolenze che hanno investito le banche regionali negli Stati Uniti e il fallimento di Credit Suisse a marzo non hanno messo fine all'espansione economica, né hanno segnato l'inizio di una crisi sistemica. Analogamente, l'economia globale non ha subito una contrazione in seguito all'invasione russa dell'Ucraina, alla prolungata adesione della Cina alla politica "zero COVID" o al rapido aumento dei tassi d'interesse negli Stati Uniti e in Europa.

Ciò non significa che le prospettive economiche siano particolarmente favorevoli. Oggi il rischio di un atterraggio duro è diminuito rispetto a tre mesi fa, ma ci aspettiamo comunque un rallentamento della crescita con il passare del tempo. I rialzi dei tassi stanno già pesando sull'attività in molti settori e i risparmi accumulati dalle famiglie durante la pandemia iniziano a esaurirsi.

Resta da vedere se tutto questo condurrà o meno a una recessione, tuttavia l'evidenza disponibile suggerisce che un'eventuale fase recessiva sarebbe probabilmente modesta secondo gli standard storici recenti. Anziché una brusca contrazione, le nostre previsioni contemplano un lungo periodo di crescita inferiore al trend che si protrarrà per tutto il 2024.

Raffreddare un mercato del lavoro surriscaldato

Perché il sistema ha dato prova di tanta resilienza? La variabile chiave nelle economie sviluppate è il mercato del lavoro. L'occupazione continua a crescere a un ritmo sostenuto, la disoccupazione rimane bassa (cfr. Grafico) e la crescita dei salari ha tenuto il passo dell'inflazione nella maggior parte delle principali economie. Questo ha permesso alle famiglie di affrontare tranquillamenti i periodi più difficili e ha attenuato le asperità del ciclo economico.

I mercati del lavoro nelle economie sviluppate rimangono tesi
I mercati del lavoro nelle economie sviluppate rimangono tesi

Fonte: Bloomberg e AllianceBernstein (AB)

Tuttavia, la buona tenuta della crescita economica e, soprattutto, dei mercati del lavoro si traduce in un'inflazione globale destinata probabilmente a rimanere vischiosa. In questo contesto, prevediamo che le banche centrali manterranno i tassi d'interesse su livelli restrittivi per qualche tempo.

Di recente abbiamo avuto prova di questo orientamento. Le autorità monetarie dell'eurozona, della Svizzera, della Norvegia e del Regno Unito hanno continuato ad alzare i tassi d'interesse; la Bank of England ha persino sorpreso i mercati con un ritocco di 50 punti base. La Reserve Bank of Australia e la Bank of Canada hanno ripreso il ciclo di inasprimento dopo una breve pausa.

Analogamente, a giugno la Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati dopo 10 rialzi consecutivi, ma ha segnalato l'intenzione di proseguire la stretta, frustrando le speranze di un taglio dei tassi nel 2023. Sia la Fed che la Banca centrale europea hanno indicato che il livello terminale dei tassi per le rispettive economie sarà probabilmente più alto di quanto previsto in passato. Il messaggio è chiaro: i tassi d'interesse rimarranno elevati a lungo.

Imparare a convivere con tassi elevati

Riteniamo che la durata di questo periodo di tassi elevati sia più importante del loro livello terminale. Vista la resilienza dei mercati del lavoro e dell'economia, ci sembra molto plausibile che i tassi rimangano elevati ancora per diversi trimestri.

Per convincere le autorità monetarie a interrompere i rialzi dei tassi potrebbe essere sufficiente l'indebolimento del mercato del lavoro in qualche paese. Tuttavia, ci vorrà tempo prima che l'inflazione converga verso il target delle banche centrali e le convinca a iniziare a tagliare i tassi. Crediamo che l'economia sia ancora lontana da questo punto.

Una politica monetaria persistentemente restrittiva avrà quale probabile effetto una crescita stabilmente modesta. In altre parole, un atterraggio morbido sarà seguito da una ripresa stentata. Di conseguenza, prevediamo un quadro di crescita lenta ancora per qualche tempo.

I rischi associati a questo scenario di base potrebbero essere orientati al ribasso. Il ciclo di inasprimento globale non ha ancora causato turbolenze significative sui mercati finanziari, ma l'esperienza passata suggerisce che dovremmo prepararci a una simile eventualità. In assenza di ulteriori stimoli, il rischio di un atterraggio duro in Cina rimane elevato. Sussiste anche il rischio che persino i "tassi elevati a lungo", quali da noi stimati, non siano sufficienti ad abbattere l'inflazione in un orizzonte temporale accettabile. Se così fosse, i tassi d'interesse potrebbero salire ancora.

Tuttavia, dal punto di vista del mercato, i periodi prolungati di crescita inferiore al trend di solito invitano alla cautela, non al panico. In assenza di un atterraggio duro, i mercati potrebbero stentare a mantenere lo slancio in entrambe le direzioni, premiando coloro che sapranno affrontare con pazienza le inevitabili asperità nel percorso.

Le opinioni espresse nel presente documento non costituiscono una ricerca, una consulenza di investimento o una raccomandazione di acquisto o di vendita e non esprimono necessariamente le opinioni di tutti i team di gestione di portafoglio di AB. Le opinioni sono soggette a modifiche nel tempo.