Un'occasione da non perdere: come cogliere le opportunità nel secondo semestre.
Con i primi segnali di divergenza delle politiche monetarie e i tentativi degli operatori di prevedere i tempi e le entità dei tagli dei tassi delle banche centrali, di recente si è registrato un aumento della volatilità. Una schiera insolitamente nutrita di investitori rimane in disparte, non ancora pronta a ritornare sul mercato. Tuttavia, i trend economici generali sono incoraggianti e i rendimenti, almeno per il momento, sono elevati. Queste ci sembrano condizioni favorevoli per gli investitori obbligazionari, specialmente per coloro che rientreranno nel mercato prima di altri.
Banche centrali fuori sincrono
In questa prima metà del 2024, se consideriamo i mercati sviluppati, la Banca nazionale svizzera, la Bank of Canada e la Banca centrale europea hanno ridotto i tassi d'interesse, la Bank of England ha segnalato che avvierà i tagli in agosto, mentre la Fed ha rimandato la prima sforbiciata alla parte finale dell'anno. Al tempo stesso, la Bank of Japan (BoJ) sta procedendo in direzione opposta: a marzo l'istituto centrale giapponese ha abolito la politica di tassi negativi varata otto anni fa, per poi innalzare i tassi d'interesse per la prima volta in 17 anni e cominciare a ridimensionare il proprio bilancio attraverso un quantitative tightening passivo.
La recente divergenza delle politiche monetarie ha riportato la volatilità sui mercati; altrettanto ha fatto l'incertezza geopolitica, allorché i risultati elettorali in Messico, India ed Europa hanno determinato un repricing significativo degli asset rischiosi in queste regioni. Crediamo che nei prossimi mesi la volatilità potrebbe rimanere elevata. I dati economici assumeranno probabilmente un'importanza sempre maggiore nel determinare i tempi dei tagli dei tassi della Fed, e uno scostamento anche minuscolo dalle aspettative potrebbe comportare oscillazioni delle valutazioni. Ulteriori fluttuazioni potrebbero scaturire anche dalle incertezze geopolitiche.
A nostro avviso, gli investitori dovrebbero abituarsi al continuo mutamento delle aspettative sulla politica monetaria e alle sorprese nei dati, ed evitare di farsi travolgere dalle turbolenze a breve termine. I trend di più ampia portata, come la crescita economica moderata a livello globale e gli alti livelli dei rendimenti, sono più importanti. I rendimenti dei titoli di Stato si attestano tuttora su livelli molto interessanti: i Bund decennali tedeschi (rating AAA) rendono attualmente il 2,5% i Treasury USA di pari scadenza offrono un rendimento del 4,3%.
Anticipare i tempi
Per gli investitori obbligazionari, si tratta di condizioni pressoché ideali. Dopo tutto, la maggior parte del ritorno finanziario di un'obbligazione dipende dal rendimento; e il calo dei rendimenti, da noi atteso nella maggior parte del mondo sviluppato nella seconda metà del 2024, spinge al rialzo le quotazioni obbligazionarie. Questa spinta potrebbe essere particolarmente energica, considerando la quantità di denaro detenuta in forma liquida in attesa di un punto di ingresso. Una cifra record di 6.500 miliardi di dollari è investita in fondi monetari statunitensi per approfittare della tranquillità offerta dai buoni del Tesoro, seguendo una strategia diventata popolare nel 2023, quando le banche centrali erano impegnate ad aumentare aggressivamente i tassi d'interesse.
Storicamente, non appena le autorità monetarie cominciano a ridurre i tassi, i capitali defluiscono dai mercati monetari per riversarsi nuovamente nel debito a lungo termine. La conseguente impennata della domanda di obbligazioni derivante da tali flussi contribuisce ad accentuare il calo dei rendimenti che accompagna i tagli dei tassi ufficiali. Data l'enorme quantità di denaro detenuta oggi in forma liquida, la domanda di obbligazioni potrebbe registrare un aumento estremamente pronunciato. Prevediamo che una cifra compresa tra 2.500 e 3.000 miliardi di dollari tornerà sui mercati obbligazionari nei prossimi due-tre anni.
Per evitare di essere tagliati fuori dai potenziali guadagni che questo comporta, riteniamo che gli investitori dovrebbero cercare di anticipare il passaggio dalla liquidità alle obbligazioni. Ciò significa muoversi prima che la Federal Reserve cominci a ridurre i tassi, perché spesso i rendimenti dei titoli di Stato diminuiscono, e i loro prezzi aumentano, prima che le banche centrali intervengano. Storicamente, nei tre mesi precedenti il primo taglio dei tassi della Fed, il rendimento del Treasury USA decennale è diminuito in media di 90 punti base. In effetti, in passato gli investitori hanno realizzato le maggiori performance quando hanno investito alcuni mesi prima dell'inizio del ciclo di allentamento (cfr. Grafico).