Cose da sapere sugli uffici europei

08 luglio 2024
4 min read

Il settore degli uffici in Europa è in crisi? Secondo noi no; è semplicemente diverso.


Non c'è ombra di dubbio che gli immobili a uso ufficio su ambo le sponde dell'Atlantico risentano di una serie di difficoltà, tra cui le politiche di tassi elevati a lungo e il calo delle valutazioni che, in alcuni casi, creano problemi di rifinanziamento. Tuttavia, riteniamo che in virtù di determinati fattori il mercato europeo degli uffici sia meno volatile di quello statunitense.  

Ciò non vuol dire che questo sia il momento giusto per concentrarsi sul segmento degli uffici; anzi, crediamo che altri settori del commercial real estate offrano una serie di opportunità più interessanti. Tuttavia, prevediamo che la domanda di un certo tipo di immobili a uso ufficio nel Vecchio Continente rimarrà elevata e che gli investitori in grado di comprendere le differenze tra l'Europa e gli Stati Uniti abbiano migliori chance di cogliere il potenziale del mercato europeo in futuro.

L'Europa ha una minore offerta di uffici

Vediamo dunque in cosa differisce il mercato europeo.

Cominciamo dall'offerta. Le modalità di lavoro in remoto e ibride hanno avuto ripercussioni di vasta portata sul valore e sull'utilità degli uffici in tutto il mondo. Le principali città europee, tuttavia, hanno tendenzialmente meno uffici in termini pro capite rispetto alle omologhe statunitensi, forse perché molte città del Vecchio Continente sono prive dei quartieri affari e dei grattacieli di vetro che caratterizzano le skyline di molte metropoli statunitensi (la Défense a Parigi costituisce un'eccezione in tal senso).

Questa è una distinzione importante, perché è notoriamente difficile convertire questi grattacieli in immobili residenziali quando diventano obsoleti. Molti sono sovrastrutture inflessibili, dotate di sistemi e pavimentazioni poco ecologici che non si prestano ad essere adattati in modo facile o economico alle esigenze degli inquilini. Trasformarli in abitazioni con impianti idraulici e accesso alla luce naturale è molto complicato.

Stando alla nostra analisi della quantità di uffici pro capite, gli Stati Uniti sono il mercato con il maggior eccesso di offerta, avendo molti più spazi destinati allo scopo rispetto ai principali mercati europei, tra cui Regno Unito, Francia e Germania. 

Inoltre, l'eccesso di offerta in molte delle cosiddette "gateway city" degli Stati Uniti è costituito prevalentemente da immobili obsoleti che non rispondono a ciò che le aziende e i dipendenti desiderano oggi dagli uffici: un design esteticamente gradevole e attento all'ambiente, vicinanza ai trasporti pubblici e spazi aperti che promuovano la collaborazione nei luoghi di lavoro.

Anche le dimensioni sono importanti

L'Europa potrebbe avere minori problemi sul fronte dell'offerta perché gli immobili a uso ufficio europei, grazie alle dimensioni ridotte, possono essere convertiti più facilmente. Ad esempio, secondo il fornitore globale di servizi immobiliari Savills, tra il 2015 e il 2022 nel Regno Unito sono state create oltre 73.000 unità abitative dalla riconversione di uffici obsoleti. Ciò potrebbe spiegare perché i tassi di sfitto degli uffici, aumentati pressoché ovunque durante la pandemia, nelle principali città europee sono più bassi (cfr. Grafico).

Meno scrivanie vuote: in Europa i tassi di sfitto degli uffici sono più bassi
Bars chart shows vacancy rates of about 12% to 23% in US vs about 6% to 11% in Europe.

La performance passata e l'analisi del contesto attuale non sono garanzia di risultati futuri.
Le analisi e le previsioni attuali non sono garanzia di risultati futuri.
Al 31 dicembre 2023
Fonte: CBRE, CoStar e Green Street Advisors

Cambio di scenario: maggiore domanda di tempo in ufficio 

A nostro avviso, anche alcune differenze dal lato della domanda possono far luce sui minori tassi di sfitto degli uffici in Europa.

In primo luogo, per quasi tutte le fasce di reddito le abitazioni europee sono tendenzialmente più piccole, e dunque lo spazio per farsi un ufficio in casa è minore. Secondo uno studio, le case in Francia, Germania, Paesi Bassi e paesi nordici hanno in media da due a tre locali per membro del nucleo familiare, rispetto alle quasi quattro degli Stati Uniti.

Bisogna considerare poi il livello di comodità del lavoro in remoto. Nelle città europee i condizionatori nelle abitazioni sono meno diffusi, per cui molti trovano più confortevole lavorare in ufficio nei mesi estivi. In inverno, le case prive di doppi vetri alle finestre possono diventare molto fredde.

In Europa, inoltre, gli spostamenti per arrivare in ufficio sono più brevi. Negli Stati Uniti, dove le distanze percorse in auto per andare al lavoro si stanno allungando, è sempre più vero l'opposto. Di recente gli economisti della Stanford University hanno scoperto che tra il 2019 e il 2024 gli spostamenti mattutini su distanze comprese tra 50 e 74 miglia sono aumentati del 18%. I viaggi di oltre 75 miglia sono cresciuti del 32%. Alcuni partecipanti allo studio hanno dichiarato di riuscire a tollerare gli spostamenti più lunghi solo perché, grazie alle modalità di lavoro ibride, sono costretti a uscire di casa solo una o due volte alla settimana.

Trasformazione imposta dai requisiti ecologici

Anche le autorità di regolamentazione europee stanno influenzando le dinamiche di domanda e offerta nei mercati degli uffici, imponendo semplicemente ai proprietari di immobili di implementare standard minimi di prestazione energetica prima di mettere in affitto le loro proprietà. A nostro parere, questi requisiti ecologici hanno due effetti: danno impulso agli investimenti per adattare gli immobili alle esigenze del futuro e, al contempo, accelerano l'obsolescenza di quelli che non vengono ammodernati.

A Londra, ad esempio, le locazioni di uffici di "nuova generazione" sono vicine ai livelli più alti in quasi 15 anni. Ciò suggerisce che la domanda di immobili con le caratteristiche giuste è tendenzialmente elevata, come dimostra la diminuzione del tempo necessario per raggiungere un tasso di locazione del 75% (cfr. Grafico). Negli ultimi anni gli edifici sono stati pre-affittati al 75% (come indicato dalle barre negative) cinque mesi prima, in media, del loro completamento.

I nuovi uffici nel centro di Londra si riempiono a velocità record
Chart shows Central London buildings on average have been 75% pre-leased 5 months before completion

La performance passata e l'analisi del contesto attuale non sono garanzia di risultati futuri.
*La velocità di locazione è pari al numero di mesi necessari affinché un immobile venga affittato al 75%
Al 31 dicembre 2023
Fonte: CBRE

A nostro avviso, questo spiega in parte perché gli affitti di uffici di prim'ordine nelle principali città europee siano cresciuti in media del 4,9% tra il terzo trimestre del 2022 e il terzo trimestre del 2023.

La domanda di edifici "di nuova generazione" è elevata anche nelle città statunitensi, e riteniamo che dovrebbe creare opportunità per gli investitori. C'è però un problema: negli Stati Uniti non esiste uno standard obbligatorio a livello federale per la rendicontazione ambientale, sociale e di governance (ESG), e questo potrebbe complicare le decisioni di sviluppo e di locazione. A rallentare il processo potrebbe contribuire anche l'opposizione alle considerazioni ESG in alcune aree del paese.

A scanso di equivoci, gli investitori devono muoversi con cautela nel valutare un investimento nel settore europeo degli uffici. Per il momento, a nostro giudizio, le opportunità più interessanti nel commercial real estate si trovano altrove. Tuttavia, evitando di mettere sullo stesso piano l'Europa e gli Stati Uniti diventa potenzialment

Le opinioni espresse nel presente documento non costituiscono una ricerca, una consulenza di investimento o una raccomandazione di acquisto o di vendita e non esprimono necessariamente le opinioni di tutti i team di gestione di portafoglio di AB. Le opinioni sono soggette a modifiche nel tempo.