Prospettive sul credito 2026: cresce la divergenza nell’era del grande sviluppo dell’IA

09 gennaio 2026
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Nel 2026 potremmo assistere a una maggiore dispersione nei mercati del credito, accentuata dallo sviluppo delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

I mercati del credito iniziano il 2026 su basi solide, supportati dalla resilienza dei fondamentali societari, dagli elevati rendimenti e da tassi d’insolvenza relativamente contenuti. Tuttavia, gli investitori devono fronteggiare l’ostacolo rappresentato dalla riduzione degli spread creditizi e prevediamo una maggiore dispersione nei mercati obbligazionari, accentuata dal massiccio sviluppo di infrastrutture per l’intelligenza artificiale (IA). A nostro avviso, saper scegliere i vincitori di domani in questo panorama in evoluzione renderà la selezione del credito più importante che mai.

Il boom dell’IA è iniziato

L’età dell’oro dell’IA deve ancora arrivare, ma è già iniziata la fase di espansione, con molteplici implicazioni per gli investitori obbligazionari. Gli hyperscaler, i grandi fornitori di servizi cloud e infrastrutture, competono per finanziare supercluster di addestramento e capacità di inferenza distribuite a livello globale. La posta in gioco, e l’assorbimento di liquidità, sono enormi. Fortunatamente, questi colossi tecnologici dispongono di flussi di cassa consistenti e bilanci solidi, che consentono loro di accedere al mercato obbligazionario investment grade per finanziare una parte di questi investimenti. Gli hyperscaler soddisfano anche la necessità di asset obbligazionari di qualità superiore, contribuendo a bilanciare domanda e offerta.

Con l’incremento della spesa dei fornitori di infrastrutture nei data center, nelle infrastrutture energetiche e nelle reti, prevediamo un’espansione significativa dell’offerta di titoli investment grade nel 2026, che rimarrà a livelli comunque gestibili all’interno dei mercati pubblici. I cinque principali hyperscaler, Amazon, Alphabet Inc., Apple, Meta Platforms e Microsoft, costituiscono quasi il 20% dell’intero mercato azionario, ma solo il 3,5% della fascia obbligazionaria investment grade. Ciò si deve non solo alle dimensioni dell’intero universo obbligazionario investment grade, ma anche al ruolo crescente del credito privato nell’offrire soluzioni di finanziamento di nicchia che i mercati pubblici non possono o non intendono fornire. Inoltre, alcune spese legate all’IA nel settore della generazione di energia e della connettività di rete sono effettuate al di fuori dell’ambito degli hyperscaler.

Riteniamo che la crescita del credito connessa all’IA, in particolare negli investimenti in energia e reti elettriche, rappresenti sia un’opportunità che una potenziale fonte di tensione. Dal momento che il credito privato sta assumendo una quota maggiore del fabbisogno di finanziamento, non ci aspettiamo che i mercati del credito pubblico siano sommersi da un’ondata di nuove emissioni nel prossimo anno. Questo dovrebbe alleggerire la pressione sul mercato pubblico investment grade.

Tuttavia, permangono i rischi legati a un eccesso di capacità, all’incertezza della domanda e al rischio di svalutazione degli asset. Fortunatamente, questi aspetti non sfuggono all’attenzione del mercato. Gli emittenti tecnologici a elevata capitalizzazione hanno leggermente sottoperformato il mercato investment grade più ampio negli ultimi mesi, quando gli investitori hanno iniziato ad analizzare con maggiore attenzione i massicci investimenti nello sviluppo dell’IA. A nostro avviso, non è una situazione di tensione: è solo il mercato che inizia a scontare l’incertezza, un’evoluzione che consideriamo opportuna.

La dispersione potrebbe assumere molte forme

Riteniamo che il 2026 sarà un anno di divergenza, caratterizzato dall’indebolimento dei fondamentali societari e da una maggiore dispersione, che l’IA potrebbe accentuare. L’universo investment grade, sempre più popolato da hyperscaler con solide basi patrimoniali, ha registrato un numero di miglioramenti dei rating nettamente superiore ai declassamenti negli ultimi anni (Figura).  

Il mercato dei titoli investment grade recentemente ha registrato più miglioramenti che declassamenti di rating
Indice Bloomberg US Corporate: Variazioni dei rating
Grafico a barre che illustra il predominio degli upgrade rispetto ai downgrade nel segmento investment grade a partire dal terzo trimestre del 2022

L’analisi storica non costituisce garanzia di risultati futuri.
Al 31 dicembre 2025
Fonte: J.P. Morgan e AllianceBernstein (AB)

Al contrario, l’indebolimento dei fondamentali potrebbe incidere maggiormente sulle strutture patrimoniali più indebitate, comprese le emissioni con rating B e CCC. Nel resto dell’universo high yield, siamo cauti riguardo a possibili modifiche alle politiche di indebitamento per scopi di allocazione del capitale o per un’attività di M&A più aggressiva. A nostro avviso, il mercato non sta valutando adeguatamente tale rischio e questo è il motivo per cui crediamo che i titoli con rating più elevato siano più interessanti. Riteniamo che nel 2026 le classi più interessanti saranno quelle dei titoli BBB e BB, una zona di transizione tra l'investment grade e l’high yield.

Grazie agli elevati rendimenti e a un rischio di default molto più basso, le obbligazioni con rating BB hanno registrato performance stabili nell’ultimo anno, una tendenza che prevediamo continuare anche nel 2026. Per gli investitori diffidenti nei confronti delle obbligazioni high yield, i titoli BBB potrebbero rappresentare un’alternativa interessante. Infatti, molti titoli BBB attualmente offrono rendimenti pari o superiori a quelli dei BB, mettendo gli investitori nell’invidiabile posizione di ottenere un rendimento maggiore a fronte di un rischio minore, in particolare negli Stati Uniti (Figura).

Con la riduzione dei differenziali degli spread, i titoli BBB risultano interessanti
Spread relativo: BB vs BBB (punti base)
Grafico a barre che illustra il differenziale di spread tra BB e BBB, in calo dal 2020 sia negli Stati Uniti che in Europa

L’analisi storica non costituisce garanzia di risultati futuri.
Lo spread relativo statunitense corrisponde al differenziale di spread tra le obbligazioni con rating BB dell’indice Bloomberg US High Yield Corporate e le obbligazioni con rating BBB dell’indice Bloomberg US Corporate. Lo spread relativo europeo corrisponde al differenziale di spread tra le obbligazioni con rating BB dell’indice Bloomberg Pan-Euro High Yield Corporate e le obbligazioni con rating BBB dell’indice Bloomberg Pan-Euro Corporate.
Fino al 31 dicembre 2025
Fonte: Bloomberg e AB

Tuttavia, prevediamo un aumento della dispersione anche nel segmento BBB, pertanto gli investitori dovrebbero concentrarsi sui crediti che già scontano il rischio di downgrade nelle valutazioni. La nostra ricerca sul credito indica un rischio di fallen angel relativamente limitato a livello di indice. I prezzi di mercato, tuttavia, riflettono un approccio più prudente, con un numero significativo di titoli che vengono scambiati come se fossero a rischio di declassamento.

Le migliori occasioni si trovano nel segmento centrale della curva

Le spese in conto capitale legate all’IA comportano anche implicazioni per la curva dei rendimenti. Nel 2025 le grandi piattaforme tecnologiche globali hanno emesso oltre 100 miliardi di dollari di obbligazioni investment grade, di cui circa la metà con scadenze oltre i 10 anni. Considerate le attuali valutazioni, temiamo le conseguenze che questo aumento dell’offerta potrebbe generare sugli spread a più lungo termine del segmento investment grade, così come l’effetto dell’incremento del deficit statunitense sui Treasury a più lunga scadenza.

Sebbene il recente irripidimento della curva dei rendimenti dei Treasury statunitensi possa indurre gli investitori ad allungare la duration, riteniamo che le scadenze a medio termine meritino un’attenzione particolare. Nella nostra analisi, il segmento centrale della curva risulta interessante su tre criteri: valore relativo, rendimenti e spread (Figura). In parole semplici, riteniamo che proprio in questo segmento gli investitori riceveranno il miglior premio per il rischio assunto.

Rendimento e spread offrono una remunerazione interessante nel segmento centrale della curva
Differenziale di rendimento e spread tra scadenze a lungo e medio termine
Grafico a linee che illustra il differenziale di rendimento e spread tra obbligazioni a lungo e medio termine, in calo a partire dal 2020

L’analisi storica non costituisce garanzia di risultati futuri.
Il rendimento relativo è definito come il differenziale di rendimento tra l’indice Bloomberg US Corporate Long e l’indice Bloomberg US Corporate Intermediate. Lo spread relativo è definito come il differenziale di spread tra l’indice Bloomberg US Corporate Long e l’indice Bloomberg US Corporate Intermediate.
Fino al 31 dicembre 2025
Fonte: Bloomberg e AB

A prima vista, l’unico inconveniente è rappresentato dal basso livello degli spread creditizi, che potrebbe incidere negativamente sui rendimenti del credito. Tuttavia, non riteniamo che questi spread ridotti debbano scoraggiare gli investitori dal detenere credito. Gran parte della diminuzione riguarda infatti il tratto a lunga scadenza della curva, mentre, quando si comprimono, gli spread tendono a mantenersi stabili all’interno di un intervallo (Figura). Inoltre, sia per il comparto investment grade che per l’high yield, i rendimenti restano su livelli storicamente elevati, offrendo un margine di protezione contro la volatilità dei tassi, soprattutto grazie alle cedole già esistenti.

Gli spread ridotti possono mantenersi per periodi prolungati
Indice Bloomberg Global Aggregate: Spread (punti base)
Linea che mostra come gli spread creditizi globali si stiano avvicinando alla media a lungo termine dal 2020, fatta eccezione per il periodo della pandemia del 2020

L’analisi storica non costituisce garanzia di risultati futuri.
Fino al 31 dicembre 2025
Fonte: Bloomberg e AB

Anche gli “animal spirit” del mercato potrebbero svolgere un ruolo importante l’anno prossimo. La possibile deregolamentazione e una ripresa dell’attività di M&A potrebbero comportare dei rischi, ma le operazioni di M&A partono da livelli molto bassi e riteniamo che l’attuale mix di finanziamento sia favorevole ai creditori.

Gli hyperscaler stanno creando quella che sembra una pipeline di offerta durevole, ma è ancora troppo presto per stabilire se l’IA sia un successo clamoroso o una bolla sul punto di scoppiare. La realtà sul campo è più articolata e presenta sia opportunità che motivi di preoccupazione. Fortunatamente, alcuni segmenti del mercato già riflettono queste preoccupazioni e prevediamo che nel 2026 gli episodi di elevata volatilità creeranno interessanti opportunità di ingresso per gli investitori in grado di trarre vantaggio da tali squilibri. L’epoca dell’IA è appena iniziata ed è ancora in piena evoluzione; pertanto, prevediamo che il prossimo anno richiederà pazienza e un’accorta selezione del credito, fino a quando il potenziale dell’IA non sarà realizzato in misura più completa.

Le opinioni espresse nel presente documento non costituiscono una ricerca, una consulenza di investimento o una raccomandazione di acquisto o di vendita e non esprimono necessariamente le opinioni di tutti i team di gestione di portafoglio di AB. Le opinioni sono soggette a modifiche nel tempo.


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