Azioni cinesi: monitorare il passaggio dal rally alla resilienza

03 febbraio 2026
4 min read

Dopo un anno particolarmente positivo per le azioni cinesi, il miglioramento dei fondamentali e l’accelerazione della crescita degli utili potranno offrire ulteriori opportunità agli investitori?

In un anno che ha sorpreso anche gli osservatori più scettici, nel 2025 le azioni cinesi hanno registrato una solida performance, sostenute dal rafforzamento dei fondamentali aziendali, dalla ripresa degli utili e da riforme politiche favorevoli. La Cina entra nel 2026 su basi solide per conseguire ulteriori progressi, anche se sarà necessario un approccio selettivo per intercettare la prossima fase della ripresa.

Le azioni cinesi offshore e le “A shares”, titoli di società della Cina continentale negoziati sulle due principali borse domestiche, hanno registrato due anni consecutivi di rialzi a doppia cifra dopo un prolungato periodo di sottoperformance. La ripresa, diffusa e trasversale, ha coinvolto molteplici comparti dell’economia. Nel corso del prossimo anno, riteniamo che il dibattito sulla Cina non verterà più sulla sua investibilità in quanto seconda economia mondiale, bensì su come prendere esposizione in modo efficace verso il mercato cinese.

Gli utili saranno il principale motore di performance

Nel lungo periodo, i rendimenti azionari sono guidati dall’andamento degli utili. Ciò contribuisce a spiegare perché le azioni cinesi abbiano attraversato una fase complessa per gran parte dell’ultimo decennio, a fronte di una crescita stagnante degli utili per azione (EPS). Una parte di tale debolezza era di natura ciclica, ma non sono mancati i fattori strutturali. La Cina sta attraversando una traiettoria di crescita tipica di molte economie dell’Asia orientale: espansione trainata dalle esportazioni, aumento della ricchezza, boom immobiliare e successiva correzione. Corea e Giappone hanno vissuto dinamiche analoghe. Queste transizioni possono essere dolorose, ma non sono né uniche né permanenti.

Le azioni cinesi sono state inoltre penalizzate da una debole disciplina dei prezzi, dalla deflazione e dall’eccesso di capacità produttiva, oltre che da livelli elevati di emissioni che hanno diluito la crescita degli EPS. Fortunatamente per gli investitori, dividendi e riacquisti di azioni sono diventati più diffusi, mentre l’emissione netta si è portata in territorio negativo. È ancora presto, ma la direzione del cambiamento è rilevante. Con un deciso cambio di rotta sul piano delle policy, la Cina ha posto un freno alla “involution”, ovvero ai drastici tagli dei prezzi precedentemente utilizzati per stimolare i consumi e la crescita economica. La strategia anti-involution rientra nel 15° Piano Quinquennale ed è, a nostro avviso, un fattore di mercato ancora sottovalutato.

Nel complesso, queste evoluzioni hanno contribuito a un miglioramento dei margini. Riteniamo che il ritorno sul capitale proprio (ROE) possa aver raggiunto un punto di svolta, con le stime di consenso sulla crescita degli EPS per l’ampio mercato rappresentato dal CSI 300 che superano quelle dell’S&P 500 e dell’MSCI EAFE (Grafico). Queste aspettative positive si fondano su una reale ripresa degli utili, piuttosto che su un mero miglioramento del sentiment, un cambiamento significativo rispetto agli anni precedenti.

Gli utili cinesi stanno colmando il divario con il mondo sviluppato
Grafico a barre che mostra le stime degli utili per il 2026 delle azioni cinesi in avvicinamento a quelle degli Stati Uniti e di altri mercati sviluppati.

Le analisi storiche e attuali non costituiscono garanzia di risultati futuri.
Le stime degli utili sono espresse in valuta locale. Le azioni China A sono rappresentate dall’Indice CSI 300; le China Offshore dall’MSCI China.
Al 31 dicembre 2025
Fonte: Goldman Sachs e AllianceBernstein (AB)

I risparmi delle famiglie rappresentano un potenziale fattore di supporto

Nel frattempo, anche l’elevato livello dei risparmi non ancora impiegati costituisce un elemento favorevole in un mercato azionario cinese fortemente caratterizzato dalla partecipazione retail. Dal 2021 le famiglie cinesi hanno accumulato risparmi significativi, principalmente a seguito della contrazione degli acquisti immobiliari. Con tassi sui depositi bancari contenuti e rendimenti obbligazionari compressi, le azioni emergono come uno degli asset di rischio più interessanti. I consumatori cinesi ne hanno preso atto, contribuendo a una crescita del 26,1% dell’Indice MSCI China A Onshore nel 2025.

È opportuno sottolineare che il rally è ancora in una fase iniziale e difficilmente seguirà un percorso lineare. Gli ultimi dati macroeconomici indicano una ripresa dell’economia cinese che, nella migliore delle ipotesi, sarà disomogenea. Tuttavia, osserviamo i primi segnali di stabilizzazione nella ripresa delle esportazioni, negli investimenti per l’upgrade industriale e nei comparti legati ai viaggi, quali hotel e gaming a Macao. 

Il posizionamento estero è contenuto e le valutazioni risultano interessanti

Nonostante il recupero delle azioni cinesi, molti investitori globali mantengono un’esposizione limitata al mercato. Con la Federal Reserve orientata a un ciclo di tagli dei tassi e il dollaro statunitense sotto pressione, gli investitori globali stanno valutando alternative agli asset di rischio denominati in USD. Europa e Giappone hanno assorbito parte di questi flussi di riallocazione, ma la Cina resta sottopesata nei portafogli globali (Grafico). Un eventuale incremento delle allocazioni verso la Cina da parte degli investitori internazionali potrebbe rappresentare un catalizzatore strutturale di lungo periodo per il mercato azionario.

Il posizionamento nelle azioni cinesi rimane contenuto nonostante il recupero
Grafico a linee che evidenzia come le allocazioni attive dei fondi globali verso le azioni cinesi, pari al 6,8%, risultino contenute in prospettiva storica.

L’analisi storica non costituisce garanzia di risultati futuri.
*Include fondi globali dei mercati emergenti, Asia escl. Giappone, globali e globali escl. USA con patrimoni in gestione complessivi pari a 1.300 miliardi di dollari.
Fino al 30 novembre 2025
Fonte: EPFR, Goldman Sachs e AB

Le allocazioni ridotte verso la Cina si riflettono nelle valutazioni, con le A shares che risultano particolarmente interessanti anche dopo il rally dello scorso anno. A fine 2025, l’Indice CSI 300 delle azioni cinesi onshore trattava a 13,9 volte gli utili attesi. Pur collocandosi al di sopra della media storica, questo livello resta inferiore ai precedenti picchi e implica uno sconto significativo rispetto all’S&P 500 e all’MSCI EAFE. Ciò lascia spazio a un’ulteriore espansione dei multipli qualora la visibilità sugli utili dovesse continuare a migliorare, soprattutto in un contesto di debolezza del dollaro statunitense, che può sostenere gli asset dei mercati emergenti (Grafico).

La debolezza del dollaro statunitense rappresenta un potenziale catalizzatore per le azioni cinesi
Grafici a linee che mostrano come la debolezza del dollaro statunitense abbia storicamente sostenuto i rendimenti dei mercati emergenti.

L’analisi storica non costituisce garanzia di risultati futuri.
Il grafico a destra si basa sui rendimenti relativi settimanali tra il CSI 300 e l’S&P 500 espressi in USD.
I mercati emergenti (EM) sono rappresentati dall’MSCI Emerging Markets Index; i mercati sviluppati (DM) dall’MSCI World Index.
Fino al 31 dicembre 2025
Fonte: Bloomberg, MSCI e AB

Le inefficienze generano rischi, ma anche opportunità

I mercati si sono in larga misura adattati al nuovo contesto di riferimento della Cina, reagendo alle notizie con relativa calma. La volatilità resta tuttavia una componente strutturale dell’investimento in Cina, alla luce dei continui aggiustamenti di policy e delle dinamiche del commercio globale. Inoltre, la Cina continua a essere un mercato relativamente inefficiente. Tale inefficienza, unita alla rapidità dei cambiamenti strutturali in atto, sta creando però opportunità in società attive in diversi settori. Anche quando le narrative macroeconomiche dominano il sentiment di mercato, i gestori attivi possono individuare interessanti opportunità di generazione di alfa, selezionando società con utili solidi e valutazioni interessanti che il mercato non prezza correttamente.

Dopo oltre un decennio di stagnazione, il mercato azionario cinese sembra aver avviato una nuova fase di espansione. La Cina rappresenta un’alternativa profonda, liquida e pienamente investibile per gli investitori che intendono ampliare le proprie allocazioni globali. Tuttavia, il sentiment di mercato potrebbe rimanere disomogeneo nel prossimo futuro, rendendo fondamentale la selezione titoli bottom-up per cogliere le opportunità offerte da questo mercato in evoluzione.

Le opinioni espresse nel presente documento non costituiscono una ricerca, una consulenza di investimento o una raccomandazione di acquisto o di vendita e non esprimono necessariamente le opinioni di tutti i team di gestione di portafoglio di AB. Le opinioni sono soggette a modifiche nel tempo.

MSCI non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione implicita o esplicita e non si assume alcuna responsabilità in relazione a qualsiasi dato di MSCI contenuto nel presente documento. I dati di MSCI non possono essere ridistribuiti o utilizzati come base per altri indici, o per qualsivoglia titolo o prodotto finanziario. La presente relazione non è stata approvata, rivista o prodotta da MSCI.


Informazioni sugli autori