Cosa ha alimentato questo recupero?
Sono diversi i fattori che hanno contribuito al risveglio delle azioni value, che avevano iniziato l’anno con valutazioni eccezionalmente basse. In primo luogo, le società dell’universo value hanno tendenzialmente registrato una crescita degli utili superiore alle aspettative. In secondo luogo, i settori principali orientati al valore hanno ottenuto risultati particolarmente positivi, come ad esempio le banche europee, sostenute da una curva dei rendimenti ripida che ha favorito la redditività, e il settore della difesa. In terzo luogo, le riforme della corporate governance asiatica stanno diventando sempre più incisive.
In Europa, la spesa regionale per la difesa è aumentata a seguito delle crescenti tensioni geopolitiche legate alla guerra tra Russia e Ucraina e dell’incertezza sulla protezione difensiva da parte degli Stati Uniti. Secondo il Consiglio europeo, nel 2024 la spesa per la difesa dell’UE è aumentata del 19% raggiungendo i 343 miliardi di euro, ossia l’1,9% del PIL. La NATO sta inoltre esercitando pressioni sui suoi membri affinché destinino almeno il 3% del PIL ai bilanci della difesa nei prossimi anni, aggiungendo così altri 220 miliardi di euro all’anno alla spesa militare della regione.
Ciò si traduce in un forte impulso economico per i grandi appaltatori regionali nel comparto della difesa, che possono sostenere flussi di cassa stabili e distribuzioni di dividendi. Queste società sono membri di primo piano del segmento value.
Il catalizzatore della corporate governance asiatica
In tutta l’Asia, intanto, si sta diffondendo una nuova cultura di riforma della corporate governance. Cina, Corea del Sud e Giappone stanno promuovendo misure volte ad aumentare il valore per gli azionisti. In Giappone, le autorità di regolamentazione stanno sollecitando le società a ridurre le partecipazioni incrociate e a impiegare la liquidità accumulata per aumentare la leva operativa e razionalizzare i bilanci. Questi interventi potrebbero favorire la ripresa di alcune società nipponiche selezionate, caratterizzate da valutazioni interessanti e da un chiaro percorso di miglioramento della redditività.
Anche la Cina sta esercitando pressioni sulle società affinché migliorino la propria governance attraverso le linee guida in nove punti introdotte nel 2024. Queste misure hanno contribuito a portare la redditività, i dividendi e i riacquisti di azioni proprie a livelli record. Le iniziative della Corea del Sud sono in pieno fermento attraverso il programma “Value-Up”, che punta a incentivare una migliore gestione del capitale e una performance operativa ottimizzata, con l’obiettivo di stimolare le valutazioni in un mercato che da anni presenta una percentuale eccezionalmente alta di titoli sottovalutati.
Esiste un ulteriore margine di crescita?
Dopo un anno così positivo, è naturale che gli investitori si interroghino sulla capacità di tenuta dei titoli value non statunitensi. A nostro avviso, vi sono validi motivi per ritenere che il trend possa continuare.
Innanzitutto, i catalizzatori descritti in precedenza rappresentano trend di lungo periodo che dovrebbero continuare a evolversi. La spesa per la difesa in Europa è trainata da cambiamenti geopolitici radicali che non sono destinati a scomparire. La riforma della corporate governance è un processo pluriennale. Sebbene i cambiamenti determinati dalle politiche possano risultare irregolari, prevediamo che questi sviluppi in Asia generino un circolo virtuoso in cui sempre più aziende riconosceranno i vantaggi di una riorganizzazione orientata all’interesse degli azionisti.
Inoltre, stiamo osservando segnali di sviluppo di altri temi favorevoli ai titoli value. Ad esempio, la crescente domanda di velivoli commerciali, il recupero dei prezzi delle materie prime agricole (che erano su livelli molto bassi) e l’aumento della spesa in ricerca e sviluppo nel settore sanitario dopo le pressioni del periodo post-pandemico. Queste tendenze sostengono alcune opportunità in società orientate al valore che presentano attività più solide di quanto si possa effettivamente percepire.
In terzo luogo, riteniamo che nuove forze potrebbero stimolare i segmenti di mercato value che non hanno ancora iniziato la ripresa. Per esempio, un continuo indebolimento del dollaro statunitense potrebbe sostenere le azioni dei mercati emergenti, che non hanno ancora partecipato pienamente al rally dei titoli value.
Le valutazioni sono ancora interessanti
Nonostante la ripresa di quest’anno, le azioni value al di fuori degli Stati Uniti continuano a offrire agli investitori sconti interessanti sulla base di vari parametri. Il rapporto prezzo/utili attesi dell’indice MSCI EAFE Value presenta uno sconto del 43% rispetto alle azioni growth e del 21% rispetto al mercato più ampio (cfr. Grafico).