Monitorare il grande riallineamento del value nel panorama azionario globale

03 dicembre 2025
4 min read

Le azioni value hanno messo a segno un forte rialzo al di fuori degli Stati Uniti. Ma questa tendenza potrà continuare?

Nel corso del 2025, mentre il rally delle mega-cap growth statunitensi trainate dall’intelligenza artificiale catalizzava l’attenzione, una dinamica molto diversa si stava delineando ben lontano da Wall Street. Al di fuori degli Stati Uniti, dall’Europa al Giappone, le azioni value hanno abbandonato la loro connotazione di outsider per mettere a segno una ripresa spettacolare; una dinamica che, a nostro avviso, potrebbe essere solo agli inizi.

I mercati azionari globali hanno riservato molte sorprese quest’anno. Le azioni giapponesi ed europee hanno registrato performance migliori di quelle statunitensi. L’indice MSCI EAFE Value delle azioni non statunitensi è salito del 36,5% in dollari USA fino a novembre (cfr. Grafico), sovraperformando l’indice MSCI EAFE Growth e l’indice generale. Si tratta di un’immagine speculare rispetto al mercato statunitense, dove al primo posto si sono confermati i titoli growth.

Una forte ripresa: i titoli value al di fuori degli Stati Uniti hanno messo a segno un anno eccezionale
Il grafico a barre mostra la performance nel 2025 dell’indice MSCI EAFE Value rispetto all’indice MSCI EAFE Growth e al mercato internazionale complessivo, oltre a quella del Russell 1000 Value rispetto al Russell 1000 Growth e all’S&P 500 per il mercato statunitense nel suo complesso.

La performance passata non costituisce garanzia di risultati futuri.
Al 30 novembre 2025
Fonte: FTSE Russell, MSCI, S&P e AllianceBernstein (AB)

Cosa ha alimentato questo recupero?

Sono diversi i fattori che hanno contribuito al risveglio delle azioni value, che avevano iniziato l’anno con valutazioni eccezionalmente basse. In primo luogo, le società dell’universo value hanno tendenzialmente registrato una crescita degli utili superiore alle aspettative. In secondo luogo, i settori principali orientati al valore hanno ottenuto risultati particolarmente positivi, come ad esempio le banche europee, sostenute da una curva dei rendimenti ripida che ha favorito la redditività, e il settore della difesa. In terzo luogo, le riforme della corporate governance asiatica stanno diventando sempre più incisive.

In Europa, la spesa regionale per la difesa è aumentata a seguito delle crescenti tensioni geopolitiche legate alla guerra tra Russia e Ucraina e dell’incertezza sulla protezione difensiva da parte degli Stati Uniti. Secondo il Consiglio europeo, nel 2024 la spesa per la difesa dell’UE è aumentata del 19% raggiungendo i 343 miliardi di euro, ossia l’1,9% del PIL. La NATO sta inoltre esercitando pressioni sui suoi membri affinché destinino almeno il 3% del PIL ai bilanci della difesa nei prossimi anni, aggiungendo così altri 220 miliardi di euro all’anno alla spesa militare della regione.

Ciò si traduce in un forte impulso economico per i grandi appaltatori regionali nel comparto della difesa, che possono sostenere flussi di cassa stabili e distribuzioni di dividendi. Queste società sono membri di primo piano del segmento value. 

Il catalizzatore della corporate governance asiatica

In tutta l’Asia, intanto, si sta diffondendo una nuova cultura di riforma della corporate governance. Cina, Corea del Sud e Giappone stanno promuovendo misure volte ad aumentare il valore per gli azionisti. In Giappone, le autorità di regolamentazione stanno sollecitando le società a ridurre le partecipazioni incrociate e a impiegare la liquidità accumulata per aumentare la leva operativa e razionalizzare i bilanci. Questi interventi potrebbero favorire la ripresa di alcune società nipponiche selezionate, caratterizzate da valutazioni interessanti e da un chiaro percorso di miglioramento della redditività.

Anche la Cina sta esercitando pressioni sulle società affinché migliorino la propria governance attraverso le linee guida in nove punti introdotte nel 2024. Queste misure hanno contribuito a portare la redditività, i dividendi e i riacquisti di azioni proprie a livelli record. Le iniziative della Corea del Sud sono in pieno fermento attraverso il programma “Value-Up”, che punta a incentivare una migliore gestione del capitale e una performance operativa ottimizzata, con l’obiettivo di stimolare le valutazioni in un mercato che da anni presenta una percentuale eccezionalmente alta di titoli sottovalutati.

Esiste un ulteriore margine di crescita?

Dopo un anno così positivo, è naturale che gli investitori si interroghino sulla capacità di tenuta dei titoli value non statunitensi. A nostro avviso, vi sono validi motivi per ritenere che il trend possa continuare.

Innanzitutto, i catalizzatori descritti in precedenza rappresentano trend di lungo periodo che dovrebbero continuare a evolversi. La spesa per la difesa in Europa è trainata da cambiamenti geopolitici radicali che non sono destinati a scomparire. La riforma della corporate governance è un processo pluriennale. Sebbene i cambiamenti determinati dalle politiche possano risultare irregolari, prevediamo che questi sviluppi in Asia generino un circolo virtuoso in cui sempre più aziende riconosceranno i vantaggi di una riorganizzazione orientata all’interesse degli azionisti.

Inoltre, stiamo osservando segnali di sviluppo di altri temi favorevoli ai titoli value. Ad esempio, la crescente domanda di velivoli commerciali, il recupero dei prezzi delle materie prime agricole (che erano su livelli molto bassi) e l’aumento della spesa in ricerca e sviluppo nel settore sanitario dopo le pressioni del periodo post-pandemico. Queste tendenze sostengono alcune opportunità in società orientate al valore che presentano attività più solide di quanto si possa effettivamente percepire.

In terzo luogo, riteniamo che nuove forze potrebbero stimolare i segmenti di mercato value che non hanno ancora iniziato la ripresa. Per esempio, un continuo indebolimento del dollaro statunitense potrebbe sostenere le azioni dei mercati emergenti, che non hanno ancora partecipato pienamente al rally dei titoli value.

Le valutazioni sono ancora interessanti

Nonostante la ripresa di quest’anno, le azioni value al di fuori degli Stati Uniti continuano a offrire agli investitori sconti interessanti sulla base di vari parametri. Il rapporto prezzo/utili attesi dell’indice MSCI EAFE Value presenta uno sconto del 43% rispetto alle azioni growth e del 21% rispetto al mercato più ampio (cfr. Grafico).

Il value tratta ancora a uno sconto quasi record, anche dopo la recente sovraperformance
Il grafico a sinistra mostra lo sconto del rapporto prezzo/utili attesi dell’indice MSCI EAFE Value rispetto al mercato generale e ai titoli growth dal 1999 al 2025. Il grafico a destra mostra lo spread tra il free-cash-flow e i rendimenti dei Titoli di Stato decennali dei mercati azionari europei, giapponesi e statunitensi, dal 2010 al 2025.

La performance passata e l’analisi attuale non costituiscono garanzia dei risultati futuri.
*P/FE (12 mesi successivi) da giugno 1999. Sulla base dell’indice MSCI EAFE Value, dell’indice MSCI EAFE Growth e dell’indice MSCI EAFE, che rappresenta il mercato generale.
Al 30 novembre 2025
Fonte: Bloomberg, FactSet, LSEG I/B/E/S, MSCI, S&P, TOPIX, The Washington Service e AB

Anche i rendimenti del free-cash-flow (FCF) descrivono un quadro interessante in termini di valore. Riteniamo che il rendimento del FCF sia un indicatore importante per stabilire se una società sia sottovalutata o sopravvalutata in base alla sua capacità di generare liquidità. La nostra ricerca evidenzia un divario crescente tra i rendimenti del FCF e quelli delle obbligazioni governative negli Stati Uniti rispetto all’Europa e al Giappone, il che indica un potenziale di compensazione più elevato per i rischi assunti e opportunità di valore più interessanti. Le azioni statunitensi presentano uno spread reale tra free-cash-flow yield e Treasury in territorio negativo, segnalando valutazioni tirate.

A nostro avviso, l’analisi del rendimento del FCF rafforza la tesi a favore di un’esposizione alle azioni value al di fuori degli Stati Uniti, soprattutto in un momento di elevata concentrazione del mercato a stelle e strisce e di crescenti interrogativi sulla fragilità di un contesto dominato dal tema dell’intelligenza artificiale.

I mercati si preparano a un avvio di 2026 caratterizzato da un elevato livello di rischio: pertanto, riteniamo che un approccio selettivo e consapevole rimanga fondamentale. Siamo convinti che gli investitori dovrebbero cercare opportunità di valore in tre aree: società che stanno implementando cambiamenti positivi, aziende sottovalutate con vantaggi competitivi sostenibili e imprese che beneficiano del miglioramento delle dinamiche competitive del settore.

Dopo anni di condizioni di mercato difficili, l’investimento value disciplinato sta iniziando a dare i suoi frutti. Non è troppo tardi per diversificare l’allocazione azionaria, aumentando l’esposizione ai titoli value a livello globale che presentano interessanti prospettive di ripresa e offrono un forte potenziale di rendimento.

Le opinioni espresse nel presente documento non costituiscono una ricerca, una consulenza di investimento o una raccomandazione di acquisto o di vendita e non esprimono necessariamente le opinioni di tutti i team di gestione di portafoglio di AB. Le opinioni sono soggette a modifiche nel tempo.

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