Reddito… con un potenziale di crescita

06 giugno 2024
4 min read

L’attuale contesto di mercato, a nostro avviso, richiede un diverso mix nelle strategie income multi-asset.

Alle porte del 2024 molti investitori income si aspettavano un calo dell’inflazione, un rallentamento della crescita economica e tagli dei tassi che avrebbero favorito le performance dei titoli obbligazionari, pronostico che ha portato ad afflussi record verso le obbligazioni investment grade. Dal momento che i tagli dei tassi, almeno negli Stati Uniti, sono stati messi per il momento da parte, questa dinamica deve ancora verificarsi. L’adeguamento a questa nuova realtà ha spinto i rendimenti obbligazionari ancor più al rialzo, determinando performance in gran parte piatte finora nel corso di quest’anno.

I mercati azionari, nel frattempo, hanno messo a segno un rally; da inizio anno, ad esempio, l’S&P 500 ha guadagnato quasi il 10%. Se gli investitori avversi al rischio o con una gran voglia di rendimenti potrebbero non volersi buttare del tutto sull’azionario, chi è alla ricerca di reddito con un potenziale di crescita farebbe bene a valutare un approccio income multi-asset globale.

Finora, nel corso di quest’anno (v. grafico), una tale strategia, composta da un mix tra azioni, obbligazioni corporate e titoli di Stato, avrebbe sovraperformato il credito high yield e quello investment grade offrendo al tempo stesso un generoso rendimento del 4,8%. Si tratta di un sostanzioso sovrarendimento rispetto al 4% delle obbligazioni investment grade. 

Come sarebbe andata un’ipotetica strategia income multi-asset nel 2024?
Performance e rendimento al 31 maggio 2024 (percentuale)
Come sarebbe andata un’ipotetica strategia income multi-asset nel 2024?

La performance passata non costituisce garanzia di risultati futuri. 
Strategia income multi-asset composta da un mix 40%/40%/20% tra gli indici MSCI World, Bloomberg Global High Yield e Bloomberg Global Treasury. Ponderazioni ribilanciate giornalmente. Obbligazioni investment grade rappresentate dall’indice Bloomberg Global Aggregate. Credito high yield rappresentato dall’indice Bloomberg Global High Yield.
Al 31 maggio 2024
Fonte: Bloomberg, MSCI e AllianceBernstein (AB)

Il rialzo dei rendimenti obbligazionari richiede un diverso mix

Nonostante un inizio anno all’insegna della lentezza, l’obbligazionario continua a offrire rendimenti molto più elevati che negli ultimi anni e, con tutta probabilità, riceverà un’attesa spinta quando arriveranno finalmente i tagli dei tassi. Per gli investitori alla ricerca sia di reddito che di crescita riteniamo che una strategia multi-asset che unisca il potere di generare reddito dei titoli obbligazionari e il potenziale di crescita di quelli azionari possa rappresentare un potente mix.

Ma a nostro avviso i mix che funzionavano ieri devono essere adeguati alla realtà di oggi, caratterizzata da un diverso contesto macroeconomico e di mercato.

I rendimenti obbligazionari non sono più ai minimi come a metà 2020, quando i Treasury USA decennali rendevano poco più dello 0,5%: attualmente sono al 4,5%, corrispondente a un incremento di sette volte. Dal momento che i rendimenti, di conseguenza, sono aumentati anche nel resto dell’universo obbligazionario, gli investitori non devono arrivare ad attingere a segmenti a maggior rischio o andare a caccia di fonti di rendimento alternative per conseguire un reddito attrattivo, fatto particolarmente importante considerando che ci troviamo con tutta probabilità nelle ultime fasi del ciclo economico.

Oggi serve meno trarre reddito dall’esposizione azionaria

A fronte di rendimenti obbligazionari oggi così attrattivi crediamo sia molto meno necessario che in passato fare affidamento sulle azioni per generare reddito (v. grafico). Cinque anni fa, in un mondo caratterizzato da rendimenti più bassi, una tipica esposizione azionaria multi-asset sarebbe stata fortemente sbilanciata verso titoli che distribuiscono dividendi (quelli di settori come utility, beni di prima necessità ed energia) nel tentativo di spremere reddito extra dalla componente azionaria del portafoglio.

Attualmente è molto meno necessario fare affidamento sull’azionario per conseguire reddito
Rendimento obbligazioni corporate investment grade meno dividend yield azioni ad alto dividendo (percentuale)
Attualmente è molto meno necessario fare affidamento sull’azionario per conseguire reddito

La performance passata non costituisce garanzia di risultati futuri.  
Il grafico mostra il differenziale tra lo yield-to-worst dell’indice Bloomberg Global Aggregate Bond e il dividend yield dell’indice MSCI World High Dividend Yield. 
Al 22 maggio 2024
Fonte: Bloomberg, MSCI e AB

Continuando a seguire lo stesso approccio di ieri, a nostro avviso, gli investitori potrebbero farsi sfuggire il potenziale di rialzo dei titoli azionari. Dal nostro punto di vista molte strategie income multi-asset restano significativamente sbilanciate verso titoli che distribuiscono dividendi e di tipo value più orientati al reddito che alla crescita, approccio che finora è stato generalmente poco premiato nell’attuale contesto di mercato.

Riteniamo sia invece opportuno passare a un’allocazione azionaria più simile a quella di una strategia core, che unisca la capacità di generare reddito e l’esposizione a un potenziale di crescita secolare. Storicamente i titoli di società con una buona crescita degli utili e di qualità più elevata hanno esibito un maggior potenziale di rialzo rispetto a quelli focalizzati sui dividendi e possono continuare a evidenziare buone performance anche in fasi di rallentamento della crescita economica.

Quest’approccio comporta verosimilmente una riduzione del dividend yield della parte azionaria, che per l’indice MSCI World era stato pari a poco meno del 2% a fine 2023 contro il 3,8% dell’indice MSCI World High Dividend Yield, ma alla luce del reddito più elevato ampiamente disponibile nei mercati obbligazionari, a nostro avviso, gli investitori income multi-asset dovrebbero valutare la possibilità di far sì che la propria allocazione azionaria sia più sbilanciata verso quei titoli con maggiori prospettive di crescita. Sebbene nel 2023 l’MSCI World abbia di gran lunga sovraperformato il proprio omologo ad alto dividendo (v. grafico), molti tra i titoli azionari a maggior capitalizzazione all’interno dell’indice non offrono dividend yield attrattivi, quindi le strategie focalizzate esclusivamente su azioni ad alto dividendo con tutta probabilità li escluderebbero lasciandosi sfuggire anche il loro potenziale di rialzo. 

Molti tra i titoli azionari con le migliori performance del 2023 non versano dividendi
Rendimento e dividend yield nel 2023 (%)
Molti tra i titoli azionari con le migliori performance del 2023 non versano dividendi

La performance passata non costituisce garanzia di risultati futuri.  
Il grafico mostra il differenziale tra lo yield-to-worst dell’indice Bloomberg Global Aggregate Bond e il dividend yield dell’indice MSCI World High Dividend Yield. 
Al 22 maggio 2024
Fonte: Bloomberg, MSCI e AB

Una protezione dai ribassi nell’azionario è ancora necessaria

È importante inoltre dotarsi di un “cuscinetto” in caso di flessioni nel mercato azionario: è qui che intervengono i titoli di Stato. Storicamente i Treasury e altre obbligazioni sovrane dei mercati sviluppati hanno evidenziato una bassa correlazione con i mercati azionari: l’andamento di ciascuno dei due, in altre parole, è stato indipendente da quello dell’altro. Questa caratteristica li ha resi dei “contropesi” affidabili in fasi di contrazione dell’azionario.

Sebbene l’incapacità dell’obbligazionario di fungere da elemento di diversificazione rispetto all’azionario nel 2022 abbia lasciato poco scampo agli investitori, la correlazione tra le due asset class è destinata a nostro avviso a ripristinarsi man mano che l’inflazione tornerà a livelli normali, come già accaduto storicamente (v. grafico). Inoltre, qualora l’inasprimento del rischio politico portasse a una virata nei mercati nel senso di una maggiore avversione al rischio, l’esposizione alla duration fornita dai titoli di Stato rappresenterebbe, secondo noi, uno strumento utile in un portafoglio multi-asset.

Storicamente la correlazione tra asset class è diminuita in fasi di calo dell’inflazione
Correlazione azioni/obbligazioni vs variazione su base annua indice dei prezzi al consumo USA (percentuale)
Storicamente la correlazione tra asset class è diminuita in fasi di calo dell’inflazione

La performance passata non costituisce garanzia di risultati futuri. 
Per “correlazione” si intende la correlazione nell’anno precedente tra le variazioni giornaliere del rendimento dei Treasury USA decennali e l’indice S&P 500.
Al 30 aprile 2024 
Fonte: Bloomberg, S&P e AB

Guardando al quadro generale, crediamo che un approccio multi-asset possa risultare efficace per quegli investitori che intendano sfruttare il potenziale di rendimento dei titoli obbligazionari e il potenziale di crescita di quelli azionari. Ma poiché il contesto macroeconomico e quello di mercato sono in continua evoluzione la composizione di questo mix deve essere dinamica.

Nell’attuale regime di mercato, secondo noi, occorre attingere a rendimenti più elevati tramite obbligazioni di maggiore qualità passando da un’attenzione esclusiva al reddito a un’enfasi su una crescita di qualità nella componente azionaria del portafoglio. In questo modo, a nostro modo di vedere, si evita di applicare gli schemi di ieri nel campo delle strategie income multi-asset al contesto di mercato di oggi. 

Le opinioni espresse nel presente documento non costituiscono ricerca, consulenza di investimento o raccomandazioni di acquisto o di vendita, e non rappresentano necessariamente le opinioni di tutti i team di gestione di AB; tali opinioni sono soggette a revisione nel corso del tempo.