Prevediamo che la crescita economica prosegua nel 2026, anche se molteplici fattori ne influenzeranno l’andamento.
Con l’avvicinarsi del 2026, l’economia globale dovrebbe continuare a registrare una crescita moderata. Tuttavia, all’interno del nostro scenario di base permangono alcuni elementi di preoccupazione, in particolare legati alle frizioni che interessano l’espansione degli Stati Uniti. Il nuovo regime tariffario ha reindirizzato i flussi commerciali a livello globale e, come sempre, gli investitori dovrebbero prepararsi a una buona dose di eventi inattesi.
Un’economia resiliente... ma con squilibri sotto la superficie
Nel 2025 l’economia mondiale ha evidenziato una notevole resilienza, continuando a espandersi nonostante i profondi cambiamenti di policy e una serie di eventi che hanno alimentato rischi geopolitici. Prevediamo che la crescita continui nel 2026, anche se il tasso rimarrà probabilmente al di sotto della media di lungo periodo. A nostro avviso, la gamma degli esiti possibili si è ristretta rispetto a un anno fa: la probabilità di una forte recessione è diminuita, così come il rischio di un sensibile aumento dell’inflazione.
Sebbene le nostre prospettive di base siano relativamente favorevoli, uno sguardo sotto la superficie evidenzia alcune tensioni. L’espansione degli Stati Uniti è sempre più sostenuta da una combinazione di investimenti tecnologici legati all’IA e dai consumi delle fasce di reddito più elevate. Ciò rende la crescita più concentrata e meno ampia, e potrebbe esporre l’economia a vulnerabilità specifiche che un’espansione più ampia sarebbe in grado di assorbire meglio.
Non è più una novità che l’IA ha il potenziale per rivoluzionare l’economia e le aziende ne hanno preso atto, incrementando in modo significativo i propri budget di investimento. Dopo anni di costante aumento, gli investimenti fissi nella tecnologia si sono impennati nell’ultimo anno (cfr. Figura) e, oggi, rappresentano oltre il 7% del PIL statunitense. Prevediamo che l’impiego di capitali continuerà nel 2026, anche se la pressione aumenterà gradualmente sulle società maggiormente esposte agli investimenti in AI affinché dimostrino risultati economici concreti.
Se tali risultati non dovessero emergere in tempi sufficientemente rapidi da soddisfare i mercati, potremmo assistere a una correzione. Di per sé, una fase di vendite diffuse non rappresenta un problema economico; tuttavia, poiché i consumi oggi sono fortemente concentrati nelle fasce di reddito più elevate, l’impatto potrebbe risultare più incisivo. Se gli asset finanziari perdessero valore in misura significativa, un “effetto ricchezza negativo” potrebbe trasferire le ripercussioni di una fluttuazione di mercato all’economia reale. In altre parole, un calo del patrimonio finanziario potrebbe raffreddare la spesa e i consumi all’interno di questa fascia di popolazione.