I più potenti ottimizzatori obbligazionari possono offrire ai gestori di portafoglio nuovi livelli di analisi.
La tecnologia sta trasformando l’investimento obbligazionario, dalla ricerca al trading e perfino, tramite gli ottimizzatori, alla costruzione del portafoglio. Riteniamo che gli ottimizzatori basati su piattaforme d’investimento digitali avanzate offrano un vantaggio significativo e possano offrire ai gestori di portafoglio nuovi livelli di analisi.
Gli ottimizzatori mirano a creare allocazioni ottimali che garantiscano l’allineamento delle strategie agli obiettivi d’investimento e incorporino le valutazioni dei rispettivi gestori, nel pieno rispetto dei vincoli di rischio e delle esclusioni specificati. Sono in grado di integrare simultaneamente molteplici dimensioni dell’investimento, tra cui la duration, l’esposizione alla curva dei rendimenti, il posizionamento settoriale, le concentrazioni per emittente e liquidità, oltre a molti altri fattori.
Per essere validi, tuttavia, è necessario che lo siano gli input su cui si basano. Riteniamo che un ottimizzatore all’avanguardia digitalizzi non solo i dati di mercato, ma anche analisi di ricerca differenziate. Questa sintesi consente ai gestori, grazie al supporto della tecnologia, di operare più rapidamente, affinare i risultati con maggiore efficacia e mirare in modo sistematico a specifiche esposizioni.
Per questo è fondamentale che un ottimizzatore sia integrato in una suite di strumenti tecnologici che operano in modo fluido, raccogliendo dati, attribuendo punteggi alle obbligazioni, valutando la liquidità e fornendo prezzi denaro-lettera. Questa capacità integrata della piattaforma consente all’ottimizzatore di generare valore oltre le funzionalità di base.
Portare gli ottimizzatori a un livello superiore
Gli ottimizzatori più avanzati dovrebbero inoltre essere in grado di elaborare ingenti quantità di dati pressoché istantaneamente. Un emittente obbligazionario può avere in circolazione decine di bond diversi, con scadenze, cedole e covenant differenti. Un ottimizzatore richiede tutte queste informazioni, insieme ad analisi dettagliate a livello di singola obbligazione, inclusi spread, duration e sensibilità al rischio. L’insieme di dati comprende migliaia di obbligazioni, ciascuna con un set completo di analisi archiviate e aggiornate quotidianamente. Non è qualcosa che si può scaricare da un sito web. Dedicare risorse alla raccolta, alla pulizia e all’aggiornamento di questi dati sui mercati globali è pertanto un passaggio imprescindibile.
A nostro avviso, però, gli ottimizzatori eccezionali vanno oltre la mera acquisizione di dati di mercato puliti e completi, integrando digitalmente le analisi di ricerca del gestore e acquisendo analisi di scenario a livello di singola obbligazione e di emittente. Integrando le analisi come input diretti in un ottimizzatore, i gestori degli investimenti possono generare raccomandazioni di acquisto e vendita scalabili e concretamente attuabili. E non è tutto.
Un processo interamente digitale consente una maggiore versatilità
Processi di ricerca avanzati e pienamente digitalizzati possono generare output ben più numerosi delle semplici raccomandazioni di acquisto, vendita o mantenimento. E questa maggiore gamma di output può tradursi in ottimizzazioni più efficaci.
Per esempio, un insieme completo di analisi quantitative e fondamentali sintetizzate in un punteggio numerico da 1 a 100 (il “punteggio core”) per ciascun titolo, consente a un ottimizzatore di classificare i titoli con un grado di precisione di gran lunga superiore rispetto a un sistema basato su un numero limitato di opzioni. Se a tale punteggio core si accompagnano anche rating di rischio di scenario al rialzo e al ribasso, inoltre, l’ottimizzatore dispone di un’ulteriore dimensione su cui operare.
Supponiamo che un gestore stia costruendo un portafoglio creditizio con un obiettivo high yield. Un ottimizzatore standard si concentrerebbe innanzitutto sulle obbligazioni high yield con i punteggi più elevati, per poi incorporare vincoli di diversificazione e di rischio che riflettano le valutazioni di mercato e la tolleranza al rischio del gestore. Tali vincoli potrebbero includere limiti all’esposizione al rischio di tasso d’interesse (duration), agli spread e alla concentrazione per titolo e per settore.
Tuttavia, abbiamo riscontrato che una piattaforma digitale integrata può ampliare le funzionalità dell’ottimizzatore e generare un significativo valore aggiunto. Per esempio, integrando dati di rischio di scenario rialzista e ribassista, abbiamo consentito al nostro ottimizzatore di calibrare un portafoglio in contesti di mercato risk-on o risk-off, in funzione delle aspettative del gestore.
Per esempio, un gestore potrebbe osservare che i rischi stanno aumentando in un contesto di fine ciclo e indicare all’ottimizzatore di escludere tutte le obbligazioni alle quali i propri analisti hanno attribuito un rating CCC di scenario ribassista. Il nostro ottimizzatore calibrerebbe quindi tutti questi trade-off e individuerebbe il portafoglio ottimale in pochi secondi, anziché nei giorni che richiederebbe un’iterazione manuale.
La rapidità di risposta è fondamentale
Nei mercati dei capitali il tempo è denaro, e i gestori che reagiscono lentamente agli eventi di mercato sono spesso penalizzati. I portafogli che erano ottimali nel periodo pre-COVID sono diventati subottimali con l’arrivo della pandemia e, analogamente, i portafogli costruiti prima delle guerre commerciali hanno richiesto una rapida rivalutazione. Ora lo shock petrolifero ha generato un terzo sconvolgimento, il tutto nell’arco di sei anni.
Un processo di ricerca digitalizzato, in grado di reagire rapidamente e con flessibilità a cambiamenti di scenario di questa portata e di valutarne i conseguenti effetti su vincitori e perdenti, offre ai gestori di portafoglio un prezioso vantaggio iniziale. E un ottimizzatore integrato in tale processo può sfruttare questo vantaggio ricalcolando immediatamente i portafogli ottimali.
La via da seguire: integrazione tra componente umana e ottimizzatore
Gli ottimizzatori obbligazionari rappresentano un enorme passo avanti, ma ciò non significa che un gestore degli investimenti debba semplicemente delegare la costruzione del portafoglio a una macchina. Un ottimizzatore costruito su una piattaforma di ricerca digitalizzata può generare un patrimonio di dati estremamente ricco, offrendo al gestore molti più strumenti per tradurre le proprie valutazioni d’investimento in portafogli precisi e completi.
Si immagini uno scenario in cui gli spread creditizi si siano ampliati rapidamente e il gestore di portafoglio si attenda un’inversione. Un ristretto numero di gestori obbligazionari dispone ora di strumenti per integrare rapidamente questa valutazione tattica, limitando l’esposizione dei portafogli al momentum degli spread.
Non è tutto. I nostri gestori di portafoglio possono osservare le variazioni generate dall’ottimizzazione e, nel tempo, ricavarne indicazioni preziose sull’interazione tra diversi vincoli e fattori. Possono inoltre utilizzare l’ottimizzatore per creare simulazioni e osservare come si sarebbero comportati portafogli costruiti con vincoli diversi.
Ad esempio, l’energia è un settore ampio e volatile. Un ottimizzatore può offrire a un gestore l’opportunità di mettere alla prova la propria intuizione su quanto rigorosamente limitare le esposizioni del portafoglio al settore energetico confrontando diversi portafogli simulati in scenari differenti ed episodi storici reali.
Si tratta di un progresso straordinario: abbiamo riscontrato che il nostro ottimizzatore, integrato nella nostra piattaforma digitale, è in grado di creare simulazioni che riflettono con precisione le condizioni reali e di indicare al gestore di portafoglio come le sue decisioni avrebbero inciso sulla performance in determinate circostanze. Dal punto di vista formativo, il valore di questo strumento è inestimabile. E ciò significa che un ottimizzatore avanzato può non solo rendere i gestori di portafoglio più rapidi, ma anche più preparati.