Concentrazione di mercato e rendimenti azionari attivi e passivi

20 giugno 2025
3 min read
Una concentrazione record all’interno degli indici di riferimento ha alimentato la sovraperformance dei fondi passivi
I portafogli attivi hanno sovraperformato nei periodi caratterizzati da una significativa diminuzione della concentrazione
Una concentrazione record all’interno degli indici di riferimento ha alimentato la sovraperformance dei fondi passivi

La performance passata non costituisce garanzia di risultati futuri.
I riferimenti a specifici titoli non devono essere considerati raccomandazioni da parte di AllianceBernstein L.P. I rendimenti del Russell 1000 Growth sono classificati in termini di percentile rispetto alla categoria eVestment US Large Cap Growth Equity.
Al 31 maggio 2025

Nell’ultimo decennio i primi 10 titoli del Russell 1000 Growth Index hanno raggiunto livelli stratosferici, arrivando a dominare il mercato (cfr. Grafico). Quando i titoli di punta continuano a sovraperformare, è difficile per i portafogli azionari attivi battere il benchmark, specialmente se questi si attengono a principi di diversificazione collaudati nel tempo. Tuttavia, a nostro avviso, una diminuzione della concentrazione potrebbe ribaltare la situazione per i gestori azionari attivi più abili.

Com’è noto, la concentrazione del mercato ha raggiunto oggi livelli estremi. Alla fine del 2024, i 10 maggiori titoli del Russell 1000 Growth rappresentavano il 60% circa dell’indice. Si tratta di una percentuale molto più alta di quella registrata nel maggio 2001, in occasione dell’ultimo importante picco di concentrazione, quando i primi 10 titoli sono arrivati a rappresentare il 42% del benchmark. 

I portafogli passivi sono stati premiati 

La concentrazione del mercato ha premiato gli investitori passivi che detenevano posizioni nelle mega cap in ascesa secondo ponderazioni in linea con quelle del mercato. Il motivo è semplice: le posizioni sottopesate nelle mega cap hanno ostacolato la performance dei gestori attivi, creando ampi scostamenti rispetto a un benchmark in continuo rialzo.

I portafogli attivi hanno mostrato un buon andamento al venir meno della concentrazione

Nei passati periodi di concentrazione dei mercati i portafogli passivi hanno espresso performance eterogenee. Tuttavia, quando la concentrazione è diminuita, la maggior parte dei portafogli attivi ha sovraperformato. Dal 1992 al 1994 e dal 2001 al 2007 i rendimenti dell’indice sono scesi rispettivamente all’86° e al 78° percentile, come mostrano i segmenti gialli del grafico precedente.

Anche se la performance passata non è mai garanzia di risultati futuri, riteniamo che una diminuzione dell’attuale concentrazione darebbe nuovo slancio ai gestori attivi. Ne abbiamo avuto un assaggio nel primo trimestre del 2025: i mercati si sono dimostrati più selettivi, i principali titoli azionari hanno evidenziato un andamento divergente, la concentrazione si è ridotta e il 68% dei portafogli azionari attivi della categoria US Large Cap Growth ha sovraperformato.

Naturalmente, le mega cap statunitensi sono per la maggior parte ottime aziende. A nostro parere, però, devono essere detenute in modo selettivo e con ponderazioni adeguate alla filosofia di investimento del relativo portafoglio azionario. 

I mercati sono destinati ad allargarsi?

Prevedere il futuro è impegnativo, specialmente quando si fa riferimento a tendenze che si sono sviluppate nel corso degli anni. Tuttavia, riteniamo che il dominio di un piccolo gruppo di imprese non possa protrarsi a tempo indeterminato, poiché le valutazioni elevate, le dinamiche geopolitiche e le pressioni antitrust accrescono in prospettiva l’importanza di un approccio selettivo all’investimento nei titoli delle mega cap.

Il fenomeno forse più importante riguarda l’avvento dell’intelligenza artificiale (IA) e il contestuale cambiamento di piattaforma a livello informatico. Ogni precedente cambiamento di piattaforma – che fosse la transizione dai mainframe ai PC o lo sviluppo di Internet e del mobile computing – ha messo in difficoltà i leader esistenti. Noi crediamo che lo stesso accadrà con l’IA, e in effetti si scorgono già i primi segnali di tendenze dirompenti destinate a favorire l’emergere di nuovi leader e il declino di altri. Benché sia difficile prevedere questi trend dirompenti, la ricerca è il miglior antidoto all’estrapolazione dai successi del passato. 

L’elevato livello di concentrazione odierno suggerisce che anche un modesto allargamento potrebbe avere effetti significativi sulle dinamiche delle performance. Tuttavia, il processo non sarà lineare su brevi periodi; nel secondo trimestre e fino a metà giugno il gruppo delle mega cap ha registrato di nuovo un buon andamento e la concentrazione di mercato è tornata ad aumentare. 

Ciò detto, l’esperienza di quest’anno dimostra che i mercati possono allargarsi sia nelle fasi di rialzo che in quelle di ribasso. Pertanto, nei momenti di forte volatilità, è bene resistere all’impulso di ridurre le posizioni azionarie. È preferibile invece riallocare i propri capitali in un portafoglio a gestione attiva, che permetta di affrontare l’incertezza di oggi con una rigorosa gestione del rischio e offra la possibilità di trarre vantaggio dall’allargamento dei rendimenti di mercato, puntando su titoli che meritano maggiore attenzione per i loro modelli di business di alta qualità.

Le opinioni espresse nel presente documento non costituiscono una ricerca, una consulenza di investimento o una raccomandazione di acquisto o di vendita e non esprimono necessariamente le opinioni di tutti i team di gestione di portafoglio di AB. Le opinioni sono soggette a modifiche nel tempo.

I riferimenti a specifici titoli sono presentati solo a scopo illustrativo e non devono essere considerati raccomandazioni da parte di AllianceBernstein L.P. Non si deve presumere che gli investimenti nei titoli citati siano stati o saranno necessariamente redditizi.