Outlook income multi-asset di metà anno: mirare a reddito e resilienza

10 luglio 2025
4 min read

I rendimenti obbligazionari interessanti e le performance azionarie divergenti permettono di costruire strategie efficaci.

Ci aspettavamo un 2025 diviso in due parti, la prima delle quali caratterizzata da un contesto macro favorevole ereditato dal 2024. Ci eravamo anche preparati a una forte incertezza nella seconda metà dell’anno, convinti che i dazi avrebbero in definitiva sortito i loro effetti.

In luogo di un avvio tranquillo, ad aprile i mercati hanno subito brusche oscillazioni poiché gli Stati Uniti hanno annunciato prima del previsto una politica di dazi molto più drastica delle attese. Nel frattempo, una politica di bilancio espansiva e le aspettative sui tagli dei tassi sono state spostate più avanti nell’anno.

In vista della seconda metà del 2025, tra i principali driver macroeconomici troveremo probabilmente la direzione della politica fiscale e commerciale statunitense, l’orientamento di politica monetaria e i tempi dei potenziali tagli dei tassi della Fed, e le persistenti incertezze geopolitiche e di altra natura.

La recessione si conferma un rischio di coda, ma riteniamo che la sua probabilità sia relativamente bassa; infatti, il nostro scenario di base prevede un rallentamento verso una crescita economica più moderata, a seconda di come si evolve la situazione del commercio internazionale. Riteniamo che l’investimento multi-asset orientato al reddito sia particolarmente indicato per questo contesto, non solo per il potenziale di rendimento ma anche per assicurare resilienza a fronte di un contesto incerto. 

Mantenere un approccio prudente in un contesto volatile

I cambiamenti sul fronte delle politiche economiche hanno provocato episodi di estrema volatilità sui mercati nella prima metà dell’anno, specialmente negli Stati Uniti. In particolare, i Treasury e il dollaro USA hanno registrato un andamento fortemente altalenante, mentre le borse statunitensi hanno subito le maggiori oscillazioni infragiornaliere dalla crisi finanziaria globale del 2008 (cfr. Grafico). In questo contesto, crediamo che la scelta migliore sia fare affidamento su una diversificazione in linea con le allocazioni strategiche anziché su un market timing eccessivamente tattico.

Estrema volatilità dei mercati azionari all’inizio del 2025
Estrema volatilità dei mercati azionari all’inizio del 2025

L’analisi del contesto attuale e le performance passate non sono garanzia di risultati futuri.
Al 7 luglio 2025
Fonte: Bloomberg, S&P e AllianceBernstein (AB)

Dare il giusto credito

Dopo essersi ampliati nelle settimane successive all’annuncio dei dazi, gli spread creditizi sono tornati in prossimità dei minimi storici, di riflesso a un contesto macroeconomico relativamente favorevole. Dall’inizio di quest’anno il credito continua a dimostrare un’ottima tenuta, superiore a quella delle azioni, e a rappresentare un’importante fonte sia di reddito che di diversificazione per le strategie multi-asset.

Gli spread (o le valutazioni) possono sembrare onerosi, ma noi riteniamo che sia più importante focalizzarsi sui livelli di rendimento. Infatti, rispetto allo spread, lo yield-to-worst si conferma un miglior indicatore delle performance nei 3-5 anni successivi, anche in contesti di mercato molto complessi. Attualmente, inoltre, i rendimenti in tutto il mercato del credito si collocano su livelli elevati e dunque interessanti. Al momento, per gestire il rischio di coda, preferiamo gli emittenti di qualità superiore, come quelli con rating BB, rispetto alle obbligazioni a basso rating. 

Posizionarsi in vista di un irripidimento della curva dei rendimenti

La duration, ovvero la sensibilità alle variazioni dei tassi d’interesse, resta a nostro avviso un importante elemento di diversificazione all’interno di una strategia multi-asset orientata al reddito. Secondo le nostre previsioni, l’inflazione statunitense dovrebbe raggiungere un picco nel terzo trimestre a causa delle pressioni causate dai dazi, ma il raffreddamento del mercato del lavoro e dei salari dovrebbe consentire alla Fed di ricominciare a tagliare i tassi entro fine anno.

Nel frattempo, i tassi d’interesse devono ancora trovare un equilibrio tra le politiche di allentamento monetario da un lato e l’aumento dei rendimenti sulle scadenze più lunghe dall’altro. Ciò ha provocato un graduale irripidimento della curva dei rendimenti. Di conseguenza, ci sembra prudente privilegiare le obbligazioni a breve e media scadenza, dove il trade-off tra rendimenti e rischio di tasso d’interesse è più favorevole.

Allargare lo sguardo per trovare opportunità in ambito azionario

A nostro parere, i mercati hanno probabilmente superato il peggio della turbolenza causata dalla guerra commerciale, e i dazi si assesteranno verosimilmente su livelli appena superiori a quelli di inizio anno. Non siamo ancora fuori pericolo, ma grazie alla maggiore chiarezza sulle politiche economiche rispetto a qualche mese fa le imprese possono impostare meglio i propri piani. Anche i mercati del lavoro, la produzione manifatturiera e quella del terziario, e gli utili societari mostrano una buona tenuta.

Continuiamo a sposare la tesi dell’eccezionalità degli Stati Uniti, nella convinzione che le caratteristiche distintive degli USA assicurino ancora opportunità di investimento interessanti e variegate rispetto ad altri paesi. Tuttavia, apprezziamo anche i numerosi benefici di una diversificazione globale in ambito azionario e obbligazionario.

Nonostante l’ondata di volatilità di aprile, a metà anno i mercati azionari globali avevano toccato nuovi massimi storici. I rendimenti hanno continuato a estendersi al di là di un manipolo di titoli tecnologici statunitensi di grande successo, allargandosi a società di diversi settori e regioni (cfr. Grafico a sinistra) ma anche a numerosi fattori, come growth, value e high dividend (cfr. Grafico a destra). Ciò avvalora la nostra idea secondo cui un’efficace strategia multi-asset orientata al reddito necessiti di un ampio mix di azioni.

La dispersione dei rendimenti azionari è aumentata…
La dispersione dei rendimenti azionari è aumentata…

L’analisi del contesto attuale e le performance passate non sono garanzia di risultati futuri.
I grafici mostrano i rendimenti cumulativi dal 31 dicembre 2024 al 7 luglio 2025
Grafico a sinistra: USA rappresentati dall’MSCI USA Index; Globale ex-USA dall’MSCI World ex US Index; Europa dall’MSCI Europe Index (in euro); Mercati emergenti dall’MSCI Emerging Markets Index
Grafico a destra: Fattore quality rappresentato dall’MSCI World Quality Index; Low volatility dall’MSCI World Minimum Volatility Index; High dividend dall’MSCI World High Dividend Yield Index; Growth dall’MSCI World Growth Index; Value dall’MSCI World Value
Al 7 luglio 2025
Fonte: Bloomberg, MSCI e AB

Le large cap statunitensi, le azioni globali a dividendo e alcuni titoli ciclici sembrano al momento interessanti. A nostro avviso, a primeggiare negli Stati Uniti sono le imprese che offrono un’esposizione a una potente combinazione di innovazione e crescita in campo tecnologico. A ciò si aggiunge il potenziale di valore e reddito offerto dalle società europee (cfr. Grafico), in particolare dalle banche, che dovrebbero beneficiare della normalizzazione della politica monetaria in diverse regioni. Un’esposizione più ampia permette inoltre di ripartire in modo equilibrato il rischio azionario tra diversi tipi di driver di crescita, dai reinvestimenti ai riacquisti di azioni, dai dividendi al pricing power.

Negli Stati Uniti hanno primeggiato i settori orientati alla crescita, in Europa i settori value
Negli Stati Uniti hanno primeggiato i settori orientati alla crescita, in Europa i settori value

L’analisi del contesto attuale e le performance passate non sono garanzia di risultati futuri.
Il grafico mostra i rendimenti cumulativi dal 1° giugno 2020 al 7 luglio 2025.
Growth USA rappresentato dall’MSCI USA Growth Index; Value USA dall’MSCI USA Value Index; Growth Europa dall’MSCI Europe Growth Index; Value Europa dall’MSCI Europe Value Index
Al 7 luglio 2025
Fonte: Bloomberg, MSCI e AB

Strategie multi-asset orientate al reddito e quadro generale

Prevediamo un rallentamento della crescita economica nel secondo semestre, ma in misura dipendente dall’evoluzione delle politiche daziarie. Altri importanti driver macroeconomici saranno probabilmente i tempi di ulteriori tagli dei tassi e le incertezze legate al quadro geopolitico e alle elezioni. Tuttavia, una politica di bilancio espansiva, tra cui gli ampi sgravi fiscali previsti dal One Big Beautiful Bill Act, dovrebbe compensare in parte questi effetti negativi, riducendo a nostro avviso le probabilità di recessione.

Investendo in diversi mercati e fattori, le strategie multi-asset orientate al reddito tendono in genere ad affrontare efficacemente l’incertezza. Dato che le condizioni possono mutare velocemente, gli investitori devono comunque mantenere un approccio flessibile. Dal nostro punto di vista, tuttavia, una strategia multi-asset orientata al reddito è in grado di reagire efficacemente all’evolversi degli eventi, offrendo resilienza e un interessante potenziale di rendimento corretto per il rischio.

Le opinioni espresse nel presente documento non costituiscono una ricerca, una consulenza di investimento o una raccomandazione di acquisto o di vendita e non esprimono necessariamente le opinioni di tutti i team di gestione di portafoglio di AB. Le opinioni sono soggette a modifiche nel tempo.