Bilanciare i rischi durante la svolta nel ciclo del credito

14 novembre 2024
5 min read

Il bilanciamento tra il rischio di credito e quello di tasso di interesse in un portafoglio a gestione dinamica può rappresentare un approccio adatto a tutte le stagioni.

Le banche centrali di Stati Uniti, Regno Unito ed Europa sono passate a una fase accomodante segnalando una svolta nel ciclo del credito. Le probabilità di un atterraggio morbido dell’economia globale appaiono a nostro avviso promettenti. Eppure il rischio di ribasso potrebbe rivelarsi elevato: conflitti geopolitici, un debito pubblico record in tempo di pace e gli effetti non ancora venuti meno della pandemia creano un contesto eccezionalmente imprevedibile.

Per questo agli investitori obbligazionari più attenti ai rischi occorrono strategie di gestione del portafoglio in grado sia di sfruttare opportunità che di far fronte a periodi di elevata volatilità e drawdown improvvisi. Riteniamo sia il momento giusto per prendere in considerazione un approccio bilanciato dinamico che unisca obbligazioni di alta qualità difensive e crediti a maggior rendimento.

Un’eccessiva sicurezza vuol dire sprecare opportunità

Un tradizionale portafoglio obbligazionario multisettoriale investment grade offre chiari vantaggi: un basso rischio di default abbinato a un modesto differenziale di rendimento rispetto ai titoli di Stato, il tutto in un pacchetto di facile comprensione. Anche un approccio di questo tipo, tuttavia, non è esente da un costo-opportunità. Un portafoglio costituito unicamente di titoli investment grade non attinge a quelli che sono i vantaggi offerti invece da un’ampia diversificazione; quest’ultima consente infatti di gestire i rischi in modo più efficiente e dona inoltre la possibilità di conseguire un reddito più elevato unitamente a migliori rendimenti corretti per il rischio.

Prendendo come esempio gli Stati Uniti, un semplice portafoglio bilanciato passivo costituito da un mix 50/50 di Treasury USA e obbligazioni high yield statunitensi BB o B ha prodotto storicamente risultati migliori rispetto alle obbligazioni corporate statunitensi con rating BBB, oltre che dell’US Aggregate Index nel suo insieme, in base a tutta una serie di metriche; tra queste un reddito più elevato, una minore volatilità, un minor rischio di tasso di interesse (duration) e maggiori rendimenti corretti per il rischio (v. grafico): tutte caratteristiche, queste, che hanno contraddistinto l’approccio bilanciato nel tempo.

Storicamente, l’approccio bilanciato ha prodotto risultati migliori
Storicamente, l’approccio bilanciato ha prodotto risultati migliori

Le analisi storiche e del contesto attuale non costituiscono garanzia di risultati futuri.
Approccio bilanciato rappresentato da un portafoglio costituito per il 50% dal Bloomberg US Treasury Index e per il 50% dal Bloomberg US High Yield Ba/B 2% Issuer Capped Index; titoli BBB rappresentati dal Bloomberg US Corporate Baa Index; US Aggregate rappresentato dal Bloomberg US Aggregate Index. L’indice di Sharpe medio è calcolato sulla base degli indici di Sharpe a cinque anni mensili rilevati dal 1º novembre 2014 al 31 ottobre 2024.
Al 31 ottobre 2024
Fonte: AllianceBernstein (AB)

I dati sui mercati globali e in euro sullo stesso intervallo temporale evidenziano uno schema analogo: un reddito e rendimenti corretti per il rischio più elevati con una duration in gran parte dei casi più bassa e una volatilità paragonabile.

Unire asset correlati negativamente tra di loro

Una strategia bilanciata sul credito abbina obbligazioni sensibili ai tassi di interesse ad asset creditizi a più alto rendimento, dal momento che, solitamente, tra le loro performance sussiste una correlazione negativa. Quando gli asset creditizi più rischiosi e orientati alla crescita, come le obbligazioni high yield, diminuiscono di valore, in genere i titoli di Stato e altri strumenti sensibili ai tassi di interesse registrano un aumento delle quotazioni e viceversa. Dal momento che gli asset con correlazione negativa tendono a sovraperformare a turno, gli investitori possono vendere i titoli dall’andamento migliore (ad esempio, le emissioni high yield di alta qualità) e acquistare quelli divenuti più convenienti (ad esempio, i titoli di Stato). In passato questo approccio ha tipicamente incrementato i rendimenti nel tempo.

Nell’esempio del portafoglio bilanciato 50/50, abbiamo usato i Treasury USA per rappresentare il rischio di tasso di interesse e le obbligazioni high yield statunitensi per esprimere il rischio di credito. Il portafoglio investment grade ha sottoperformato questa combinazione bilanciata di titoli, poiché non aveva un’esposizione al rischio di credito sufficiente a generare un reddito e dei rendimenti totali più elevati. Il rischio di credito è in genere adeguatamente remunerato dal reddito. Usando il rapporto tra option-adjusted spread e volatilità come misura del reddito per unità di rischio, è possibile osservare come le obbligazioni high yield statunitensi costituiscano strumenti particolarmente efficienti per la generazione di reddito (v. grafico).

L’high yield genera il maggior reddito per unità di rischio
Rapporto tra option-adjusted spread e volatilità a cinque anni
L’high yield genera il maggior reddito per unità di rischio

L’analisi del contesto attuale non è garanzia di risultati futuri.
Indici utilizzati: Bloomberg US Aggregate Index, Bloomberg US Corporate Investment-Grade Index, Bloomberg US Corporate Baa Index, 50% Bloomberg US Treasury + 50% Bloomberg US High Yield Ba/B 2% Capped Index, J.P. Morgan EMBI Global Diversified Index e Bloomberg US Corporate High Yield Index.
Al 31 ottobre 2024
Fonte: Bloomberg e J.P. Morgan

Dai dati sia sul mercato globale che su quello in euro emerge unquadro molto simile a quello statunitense, con l’high yield che rappresenta chiaramente lo strumento più efficiente per la generazione di reddito.

Il contributo dell’high yield in termini di generazione di reddito è di importanza cruciale. Storicamente, il principale apporto alle performance obbligazionarie deriva dalle distribuzioni di reddito agli obbligazionisti, piuttosto che dalla crescita del capitale. A ben vedere, negli ultimi 20 anni, il rendimento annuale costituito dal reddito delle obbligazioni high yield statunitensi ha lievemente superato il rendimento totale di questi titoli. Pertanto, una strategia sottoesposta al reddito per unità di rischio stenterà a generare risultati interessanti per gli investitori attenti al rischio.

Puntare all’equilibrio giusto

Qual è la giusta combinazione di asset? Tutto dipende dalle esigenze e dal livello di tolleranza del singolo investitore. Una semplice ripartizione 50/50 potrebbe rivelarsi la soluzione indicata per un investitore con l’esigenza di un reddito elevato e una buona tolleranza al rischio; e questo grazie al fatto che gli asset creditizi sono almeno due volte più volatili del debito pubblico di alta qualità. Pertanto, in termini di esposizione al rischio, un’equa ripartizione tra le due asset class sposta l’equilibrio verso il rischio di credito.

Un investitore che desidera un’esposizione più bilanciata propenderebbe, con ogni probabilità, per un’allocazione del 65% in titoli di Stato e del 35% in high yield, accettando un rendimento leggermente più contenuto a fronte, però, di un rischio più basso. In pratica, gli investitori alla ricerca di un asset mix ottimale assumerebbero un’esposizione a un’ampia varietà di segmenti obbligazionari ad alto rendimento, che comprenda non solo le emissioni high yield ma anche il debito corporate e le obbligazioni in valuta forte dei mercati emergenti, i bond indicizzati e gli strumenti cartolarizzati.

In particolar modo, siamo convinti che per mantenere il giusto equilibrio sia necessario un approccio attivo e dinamico che gestisca esplicitamente l’interazione tra i rischi di tasso di interesse e di credito. A tale scopo, le strategie bilanciate sul credito offrono un vantaggio, poiché, combinando asset diversificati all’interno di un unico portafoglio, diventa più semplice gestire i rischi e privilegiare ora la duration ora il credito, in funzione delle condizioni di mercato.

In un contesto economico divergente, a ciascuno il suo

Le sfide con cui sono alle prese i tre più importanti motori economici globali, ovvero Stati Uniti, Europa e Cina, sono divenute sempre più diverse tra di loro. Per questo la nostra previsione è che traiettorie dei tassi e valutazioni degli asset rischiosi continueranno anch’esse a divergere. Questa divergenza crea opportunità per gli investitori e specialmente, a nostro avviso, per chi segua un approccio bilanciato dinamico. 

Nell’Eurozona, ad esempio, crediamo che alcune aree dei mercati high yield appaiano particolarmente attrattive, mentre le valutazioni di determinati segmenti dei mercati europei dei titoli di Stato ci sembrano piuttosto ragionevoli considerate le loro caratteristiche difensive. Qualora la crescita si rivelasse deludente o i mercati virassero verso il basso, la Banca centrale europea (BCE), secondo le nostre analisi, ha margini a sufficienza per mettere in atto tagli dei tassi più incisivi di quanto si aspetti il mercato. L’economia statunitense, per contro, appare più solida, e una riduzione dei tassi altrettanto rapida o forte da parte della Fed è a nostro parere meno probabile.

Riteniamo che il credito high yield rimanga una componente interessante di una strategia bilanciata per diversi motivi malgrado spread attualmente ridotti. Tra questi motivi ci sono sia i vantaggi attualmente esistenti (come rendimenti elevati e fondamentali robusti) che benefici strutturali sotto il profilo delle performance connessi ai meccanismi di revisione al ribasso da e al rialzo verso un rating investment grade.

In tutti i mercati globali, però, la maggior parte dei default riguarda i titoli con rating CCC di bassa qualità; quando le condizioni economiche si fanno più problematiche può essere opportuno tenersi alla larga da queste obbligazioni. Questo approccio comporterebbe la rinuncia a un modesto livello di rendimento in cambio, tuttavia, di un rischio di default considerevolmente più basso.

La gestione attiva può generare valore

Non esiste un unico modo di costruire un portafoglio ben diversificato. E’ però importante esaminare con attenzione i potenziali gestori, così da conoscerne il processo di investimento e l’approccio adottato per bilanciare i rischi di tasso di interesse e di credito. Per sapere da che parte andare – e quando – è necessaria una profonda comprensione dei cicli dei tassi di interesse e del credito a livello mondiale, nonché della loro interazione.

A nostro avviso, un portafoglio che bilanci in modo dinamico le obbligazioni di alta qualità e i titoli ad alto reddito possiede tutte le carte in regola per affrontare la maggior parte delle condizioni di mercato, e rappresenta una soluzione più efficiente di un semplice mandato multisettoriale investment grade a sé stante. In un mondo instabile, mantenere l’equilibrio è importante.

Le opinioni espresse nel presente documento non costituiscono ricerca, consulenza di investimento o raccomandazioni di acquisto o di vendita, e non rappresentano necessariamente le opinioni di tutti i team di gestione di AB; tali opinioni sono soggette a revisione nel corso del tempo.