Le banche continuano a concedere prestiti, ma con criteri più selettivi. Una banca potrebbe rifiutare di concedere un prestito oltre un determinato multiplo degli utili di una società, al lordo di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti. Tali restrizioni sono spesso applicate in modo generalizzato: Un’impresa tecnologica redditizia con ricavi stabili potrebbe essere trattata con la stessa cautela di un’impresa di servizi per i giacimenti petroliferi esposta a fluttuazioni di prezzo, rischi normativi geopolitici.
Opportunità diversificate nel credito privato alle imprese
Ciò ha portato alla crescita del credito diretto alle imprese. Il meccanismo normalmente è il seguente: un fondo di private equity acquisisce una società e finanzia il 60% del prezzo di acquisto, coprendo il restante con debito privato. Quel 40% è rappresentato da un prestito privato assistito da garanzia su tutti gli attivi. Questa struttura giuridica colloca il finanziatore privato al primo posto nell’ordine di rimborso qualora la società venga venduta, il che rappresenta un’importante tutela per i finanziatori.
Questi investimenti sono meno liquidi rispetto alle obbligazioni corporate HY quotate o ai prestiti bancari sindacati; per questo offrono un tasso di interesse variabile e rendimenti più elevati. Riteniamo che le opportunità più interessanti si trovino nelle società core del middle market con valori d’impresa compresi tra 100 milioni e 1,5 miliardi di dollari. Negli Stati Uniti si tratta di circa 200.000 imprese con quasi 48 milioni di posti di lavoro, circa un terzo dell’occupazione complessiva del settore privato. Se il middle market fosse un Paese, avrebbe il terzo PIL più grande al mondo.
Singolarmente, queste società di norma non sono sufficientemente grandi per accedere al mercato dei prestiti sindacati su larga scala, il che si traduce spesso in prezzi più interessanti e condizioni migliori per i finanziatori, e per gli investitori. Tali condizioni possono includere covenant protettivi, come limiti all’ammontare della leva finanziaria consentita al debitore, che possono contribuire a mitigare il rischio al ribasso.
Oltre il credito diretto: finanziare l’economia reale
Tuttavia, esistono altre tipologie di credito privato con diversi livelli di potenziale di rendimento e rischio. Ad esempio, una parte rilevante della spesa dei consumatori e delle piccole imprese è finanziata privatamente e riteniamo che le strategie di investimento focalizzate su questo ambito possano offrire interessanti opportunità di rendimento e di diversificazione.
Il mercato dell’asset-based finance, pari a 6.000 miliardi di dollari e in crescita continua, offre prestiti a consumatori, abitazioni e piccole imprese, alimentando l’economia reale. Il finanziamento deriva generalmente dall’acquisto di prestiti esistenti per auto, abitazioni e immobili commerciali, carte di credito e altro ancora. I finanziatori privati possono inoltre concordare l’acquisto di portafogli di prestiti futuri dalle istituzioni finanziarie non bancarie che li erogano. Talvolta i prestiti sono garantiti da attività fisiche che generano reddito, come infrastrutture energetiche o aeromobili concessi in leasing.
I prestiti risultano altamente diversificati, per effetto della diversità dei driver economici degli attivi sottostanti. I portafogli di prestiti al consumo includono spesso migliaia, se non decine di migliaia, di prestiti in ciascuna operazione. I prestiti sono inoltre autoammortizzanti: il capitale viene rimborsato gradualmente nel tempo, riducendo così il livello di rischio nel tempo.
Inoltre, come i prestiti diretti alle imprese, prevedono importanti tutele strutturali che possono contribuire a mitigare le perdite. In primo luogo, i prestiti sono garantiti da collaterale fisico. Di conseguenza, storicamente i tassi di recupero in caso di default sono stati elevati.
Consideriamo l’asset-based finance un valido complemento al credito diretto alle imprese. E prevediamo che il mercato continuerà a crescere. Gli ingenti capitali necessari per finanziare la transizione energetica, l’infrastruttura digitale e i data center che alimentano l’IA dipendono in larga parte da finanziatori privati in grado di strutturare prestiti su misura e offrire altri vantaggi. Le parti finanziate includono sempre più imprese che accedono anche ai mercati del debito pubblico.