Finanziare un futuro verde con i green bond

07 marzo 2022
4 min read

L’emissione di obbligazioni con etichetta ESG (ambientale, sociale e di governance) ha raggiunto livelli senza precedenti in termini di numero di emittenti e di titoli collocati. Si tratta di uno sviluppo favorevole, poiché tali finanziamenti giocheranno un ruolo cruciale nella transizione globale verso un mondo più verde. Le obbligazioni con etichetta ESG, però, non sono tutte uguali. Per finanziare un futuro realmente verde, gli investitori dovranno saper riconoscere le differenze.

Un boom di emissioni obbligazionarie ESG

Nel 2021 l’emissione di obbligazioni con etichetta ESG ha raggiunto nuove vette. L’Europa si conferma il mercato leader su questo fronte, ma strutture di finanziamento di questo tipo sono state adottate rapidamente anche in altre regioni. I green bond, destinati al finanziamento di particolari progetti, rimangono la struttura dominante. Tuttavia, le emissioni di social bond, sustainability bond e sustainability-linked bond– che fanno riferimento a specifici indicatori chiave di performance o KPI – hanno registrato la crescita più rapida (cfr. Grafico).



Anche la gamma degli emittenti si è ampliata. Fino qualche tempo fa, l’emissione di obbligazioni ESG era principalmente appannaggio degli emittenti investment grade. Nel 2021, tuttavia, i collocamenti di titoli high yield in dollari e in euro si sono quadruplicati. Inoltre, nell’elenco degli emittenti di obbligazioni ESG sono comparsi per la prima volta molti nuovi settori, quali chimica, beni di consumo e imprese minero-metallurgiche nell’area euro e automotive, chimica e telecomunicazioni negli Stati Uniti. Un analogo ampliamento ha interessato l’uso dei proventi e la gamma dei progetti.

Prevista un’ulteriore crescita sostenuta delle obbligazioni ESG

Siamo dell’avviso che la rapida crescita delle emissioni di obbligazioni ESG sia destinata a continuare, per tre motivi principali. In primo luogo, i fattori ESG cominciano a influenzare il costo del capitale, visto il numero sempre maggiore di investitori che adotta rigorose linee guida ESG. In secondo luogo, i fattori ESG sono diventati una priorità strategica per le imprese. Le trascrizioni pubblicamente disponibili di presentazioni e conference call sugli utili, analizzate con le tecniche di elaborazione del linguaggio naturale, rivelano che le questioni ESG sono uno degli argomenti più dibattuti in seno ai consigli di amministrazione delle imprese, insieme all’inflazione dei costi dei fattori, ai problemi delle filiere produttive e alle carenze di manodopera. Questa scoperta non è affatto sorprendente perché, in terzo luogo, le imprese si trovano ad affrontare crescenti domande in merito ai loro obiettivi di sostenibilità e continue pressioni ad intensificare i loro sforzi.

Di conseguenza, diversi settori si sono impegnati a perseguire ambiziosi obiettivi di cambiamento futuro. Ad esempio, il comparto siderurgico prevede di attivare 20 acciaierie green su scala commerciale entro il 2030, segnando un importante passo avanti sulla strada verso l’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050; 40 grandi produttori di cemento e calcestruzzo si sono impegnati ad abbattere le emissioni del 25% entro il 2030 e a raggiungere lo “zero netto” entro il 2050; e 80 imprese dell’aviazione e grandi clienti corporate si sono dati l’obiettivo di portare l’utilizzo di ecocarburanti al 10% della domanda totale di carburante per aerei entro il 2030, con un aumento di 1.000 volte rispetto a oggi, risparmiando 60 milioni di tonnellate di CO2 all’anno e creando 300.000 posti di lavoro green.

Obiettivi tanto ambiziosi richiedono nuovi capitali e sono dunque particolarmente adatti ad essere finanziati con debito ESG; ne consegue che il mercato delle obbligazioni con etichetta ESG dovrebbe continuare a crescere rapidamente.

L’investimento nelle emissioni con etichetta ESG richiede un approccio selettivo

Con il proliferare di nuove emissioni legate ai temi ESG, è essenziale che gli investitori adottino un metodo di valutazione disciplinato. Le obbligazioni aventi un legame solo apparente con fattori ambientali e sociali, ma prive di un impatto concreto, hanno a nostro avviso minori probabilità di realizzare buone performance nel lungo periodo; pertanto, la struttura di un’obbligazione è altrettanto importante del suo prezzo.

Il primo test che gli investitori obbligazionari devono applicare è quello della rilevanza, o materialità. L’uso dei proventi di un determinato green bond è rilevante per il business e il settore dell’emittente? L’obiettivo KPI di un’obbligazione sustainability-linked rappresenta un miglioramento sostanziale per tutta l’impresa? Abbiamo visto casi in cui l’uso dei proventi o i KPI coprivano solo parti trascurabili di un’azienda. Per contro, l’emissione di green note di Faurecia ci è parsa pienamente allineata con la missione fondamentale dell’azienda (promuovere la mobilità sostenibile) e l’uso dei proventi supporta la sua ambizione di diversificare le sue operazioni nel trasporto alimentato a idrogeno.

Gli emittenti di green bond dovrebbero fornire anche un quadro di riferimento o un piano aziendale relativo a queste emissioni, corredato di impegni aziendali concreti come l’adozione di una strategia di transizione allineata con un riscaldamento globale di 1,5 °C o l’azzeramento delle emissioni nette per la maggior parte degli ambiti rilevanti (per gran parte dei settori, ciò comprende le emissioni Scope 3). Alcuni settori, come quelli dell’auto e delle utility, hanno adottato specifiche iniziative per il clima, ad esempio una chiara tabella di marcia per la transizione verso i veicoli completamente elettrici. Sul fronte sociale, suggeriamo di cercare politiche che puntino a mitigare il rischio di schiavitù moderna.

Le obbligazioni sustainability-linked prive di obiettivi ambiziosi sono generalmente poco appetibili. Alcuni obiettivi KPI sono eccessivamente generici e talmente modesti da essere deludenti. In questi casi, gli investitori devono premere per l’adozione di obiettivi e KPI più ambiziosi, come quelli di Henkel, i cui KPI sono specifici, fissano obiettivi facilmente misurabili a livello aziendale, comprendono le emissioni Scope 3 e presentano scadenze brevi nell’ordine di cinque anni. I confronti tra imprese di uno stesso settore possono aiutare a stabilire se i termini di un’emissione sono in linea con le migliori pratiche e se i KPI sono sufficientemente impegnativi.

È importante inoltre considerare sia i tempi previsti per il conseguimento degli obiettivi KPI sia la penalità per la mancata performance. Gli emittenti che non riescono a raggiungere i loro obiettivi KPI devono in genere pagare una cedola più elevata per scongiurare eventuali flessioni delle quotazioni dovute al risultato ESG negativo. Gli investitori, tuttavia, devono verificare se l’incremento della cedola compensa adeguatamente l’insuccesso e se riceveranno un numero di cedole maggiorate sufficiente prima della scadenza dei tempi per il raggiungimento degli obiettivi KPI. Troppe strutture sono attualmente caratterizzate da incrementi limitati con penalità posticipate. Gli investitori che desiderano un futuro realmente verde devono rifiutare le strutture facili con ripercussioni limitate.

L’engagement è determinante

Gli emittenti di obbligazioni hanno regolarmente bisogno di nuove iniezioni di capitale. Attuando un engagement con le aziende e gli istituti bancari su questioni ESG e strutture obbligazionarie, gli investitori possono indicare chiaramente il tipo di obiettivi e KPI che a loro avviso riflettono le migliori pratiche. Anche se un’azienda non riesce a stabilire termini accettabili per una determinata emissione obbligazionaria, un programma di engagement continuativo può assicurare condizioni migliori in futuro.

Siamo convinti che i green bond e altre obbligazioni con etichetta ESG giocheranno un ruolo straordinariamente importante nella transizione verso un futuro verde. Spetta agli investitori assicurarsi che quel futuro arrivi in tempo.

Le opinioni espresse nel presente documento non costituiscono ricerca, consulenza di investimento o raccomandazioni di acquisto o di vendita, e non rappresentano necessariamente le opinioni di tutti i team di gestione di AB; tali opinioni sono soggette a revisione nel corso del tempo.